Mezzi paccheri all’amatriciana di mare

Chissà quando e chissà dove

Il sugo all’amatriciana di mare è un’altra di quelle stramberie che rincorro da qualche anno, da quando, esiliata dalla sala ristorante perché troppo insofferente con i clienti, sono stata segregata in cucina, a rimestare sughi e scolare paste, finché non ho iniziato io a crearle e mantecarle, queste paste. Il pesce (i crostacei in particolare) ha sempre fatto parte della ispirazione culinaria, perché il gusto sofisticato eppure semplice, fresco, di questo alimento mi ammaliava di continuo, ed io volevo, anzi dovevo esserne conquistata, fino a comprenderne il segreto profondo, la ricchezza salmastra e intramontabile.

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Bruschette di pane alla crusca con gamberi scottati, su pesto di zucchine e basilico

Questa mattina urge un caffè, oppure due

Finiamo sempre per parlare poco o niente della ricetta effettiva in questo diario, che ci devo fare? Qualche pagina indietro avevo accennato al pane alla crusca, una ricetta davvero valida in un libro di panificazione professionale che ha comprato mio fratello. Beh ormai l’avete capita la mia speranza no? Non biasimatemi se delle volte ometto questa o quella ricetta, il mio desiderio un giorno, è che chiunque possa provare il mio cibo, venendomi semplicemente a trovare al mio locale. Per stupire amici e parenti con queste bruschette, sarà perfetto un pane alla crusca o integrale comprato nella vostra panetteria di fiducia. P.S. Con gli stessi ingredienti avanzati (pesto di zucchine e basilico e gamberi scottati) ho fatto uno spaghetto al dente la sera che era da leccarsi i baffi (e Jon ha molto apprezzato, raro!).

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Maccheroncini all’uovo con vongole, zucchine e fiori di zucchine

Amate il cibo, e quello vi amerà

Dei maccheroncini alle vongole con zucchine ho da dire (parlo sempre meno di cibo, sempre più di emozioni, ma il cibo è anche questo giusto?): scegliete una buona pasta fresca fatta in casa, la mia era eccezionale perché della mia mamma e del mio papà; optate per delle zucchine piccole e belle sode; fate delle cotture separate, quindi non cucinate zucchine e vongole insieme, i sapori risalteranno (ultimamente mi sto dimostrando sempre di più un’amante delle cotture separate, tanto che riprodurre la mia indimenticabile paella inizia a procurarmi qualche noia di preoccupazione). Il risultato finale in bocca, è un’esplosione dolce, salmastra, intensa che rimane a lungo impressa nei ricordi del palato. Amate il cibo, e quello vi amerà.

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Torta di carote e miele semi-integrale

La fame spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”

Che dirvi di questa torta? Ho inseguito il sogno di un dolce con meno di 100 calorie ogni cento grammi per un’infinità di tempo, ma era uno dei miei soliti utopici viaggi nell’irreale, d’altronde la fame fa brutti scherzi, oltre che annebbiarti la vista. Però, ora che sono più assennata, ho ripreso l’idea originale della torta con carote e miele che mi ha accompagnato negli anni dell’anoressia, e ci ho aggiunto farina, uova, burro, e tutto quello che serve per sfornare una vera torta (e ovviamente non so dirvi di quante calorie sia composta, ma sicuramente molte, come ogni dolce che si rispetti). Il parere finale lo lascio a voi, a me, ha garbato un sacco

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Torta di albicocche

Dicono che se non credi nelle fate, le fate muoiano, che sia così anche con i sogni?

Devo ricominciare da qualcosa di semplice, che riempia poca la mia testa, dove la soddisfazione sia assicurata. Ho fatto dei biscotti al cioccolato l’altro giorno, buonissimi ma dall’aspetto davvero orribile e ne ho cancellate tutte le fotografie. Credo che con la prossima ricetta andrò di crostata, che non mi delude mai. Invece ora vi lascio alla torta di albicocche, una piccola grande gioia in una mattinata come questa di angosce, fede ritrovata, e rassegnazione. Ma sapete che c’è? La speranza è ancora l’ultima a morire (anche se non mi fa bene continuare a crederlo)

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Cheeseburger

Quanta dolcezza, quanta amarezza, quanta speranza hanno questi giorni (e che illusione)

Tra quelle cose da cui traggo insegnamento c’è il pane, ed il primo pane della mia vita, sicuramente sono i burger buns. Mi piace scoprire, con la stessa meraviglia della prima volta, come risorga il secondo impasto dopo la rottura del lievito. Ne ho sbagliato decine di impasti, spesso non volevo più saperne (rovinare una procedura è una cosa che mi ha sempre portato molta angoscia, e siccome sono una personalità complicata, questo si ripercuoteva anche nella mia vita, ed il mio umore rimaneva nero per giorni)

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New York cheesecake ai frutti di bosco

Hello darkness my old friend,
I’ve come to talk with you again
Because a vision […]
And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more […]
noone dare, disturb the sound of silence
Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows

Ultimamente non sono dell’umore, e non sono dell’umore proprio per tutto. Dicevo di essere felice per aver imparato la pazienza? Beh, non è così, non ho ancora imparato la pazienza. Adesso poi, di cosa parliamo, di felicità? Mi ritrovo a rileggere schizzi che avevo velocemente abbozzato nel mio quadernetto degli appunti durante l’ultima settimana, una settimana pessima. Con le idee sono al capolinea, è subentrata in me quella fase detta blocco dello scrittore, solo che ad essere bloccate non sono le mie parole (quelle in genere non lo sono mai, ma tocco ferro ora che l’ho detto) ma le mie fotografie, sempre uguali.

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Bis di bruschette: spugnole e burro alle erbe, fragole al timo e caprino

Due è meglio di uno

Di quello di cui mi sono stupita invece, è il gusto di queste bruschettine, che sono fatte con un pane alla crusca (fatto da me, 3 lievitazioni, una bomba, la ricetta arriverà quando riuscirò a farne delle foto decenti, vi basti sapere che l’ho messo in lievitazione appena adesso, quindi siate speranzosi) e due tipi di farciture: spugnole (le spugnole possono essere sostituite con altri funghi di stagione) e burro alle erbette, e fragole aromatizzate al timo e balsamico con caprino morbido. Una scoperta, ecco qui le ricette.

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Schiacciata dolce con marmellata di lamponi e frutta fresca

L’amore non è più come ai tempi della Disney

Una scoperta affascinante, esplosiva e frizzante, un qualcosa che era nato per essere una pizza dolce, e si è trasformato in qualcos’altro. L’impasto ha fatto tutto da solo: mi si è rivoltato tra le mani e ha preso questa forma, che va ben oltre una preparazione squallida o un’americanata (pizza dolce mi dava l’idea di pizza alla Nutella e ananas, e mi veniva la nausea nell’immaginario di avercela davanti). Invece eccola, nel suo splendore, una schiacciata che non so se si possa chiamare tale (o forse pinza?), so di sicuro cos’è, e non è una pizza dolce. Quante volte ho ripetuto pizza dolce in questo paragrafo?

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Tagliatelle all’uovo con spugnole

Mai dire mai

Però parliamo un po’ di tagliatelle. Da sempre infierisco sul mio babbo sul fatto che ogni anno glissa la faccenda spugnole con una nonchalance da fare invidia alla Marcuzzi. Nascono ad Aprile, è il mio compleanno, qualcuno potrebbe farlo no? Qualcuno potrebbe portare questa povera figliola per funghi, ma papà ha occhi solo per i porcini, Jonny ha fatto indigestione di spugnole da piccino, ed al mio suocero non ho il coraggio di chiederlo. Sicché ogni anno, queste tagliatelle saltano.

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