New York cheesecake ai frutti di bosco

Hello darkness my old friend,
I’ve come to talk with you again
Because a vision […]
And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more […]
noone dare, disturb the sound of silence
Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows

Ultimamente non sono dell’umore, e non sono dell’umore proprio per tutto. Dicevo di essere felice per aver imparato la pazienza? Beh, non è così, non ho ancora imparato la pazienza. Adesso poi, di cosa parliamo, di felicità? Mi ritrovo a rileggere schizzi che avevo velocemente abbozzato nel mio quadernetto degli appunti durante l’ultima settimana, una settimana pessima. Con le idee sono al capolinea, è subentrata in me quella fase detta blocco dello scrittore, solo che ad essere bloccate non sono le mie parole (quelle in genere non lo sono mai, ma tocco ferro ora che l’ho detto) ma le mie fotografie, sempre uguali.

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Bis di bruschette: spugnole e burro alle erbe, fragole al timo e caprino

Due è meglio di uno

Di quello di cui mi sono stupita invece, è il gusto di queste bruschettine, che sono fatte con un pane alla crusca (fatto da me, 3 lievitazioni, una bomba, la ricetta arriverà quando riuscirò a farne delle foto decenti, vi basti sapere che l’ho messo in lievitazione appena adesso, quindi siate speranzosi) e due tipi di farciture: spugnole (le spugnole possono essere sostituite con altri funghi di stagione) e burro alle erbette, e fragole aromatizzate al timo e balsamico con caprino morbido. Una scoperta, ecco qui le ricette.

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Schiacciata dolce con marmellata di lamponi e frutta fresca

L’amore non è più come ai tempi della Disney

Una scoperta affascinante, esplosiva e frizzante, un qualcosa che era nato per essere una pizza dolce, e si è trasformato in qualcos’altro. L’impasto ha fatto tutto da solo: mi si è rivoltato tra le mani e ha preso questa forma, che va ben oltre una preparazione squallida o un’americanata (pizza dolce mi dava l’idea di pizza alla Nutella e ananas, e mi veniva la nausea nell’immaginario di avercela davanti). Invece eccola, nel suo splendore, una schiacciata che non so se si possa chiamare tale (o forse pinza?), so di sicuro cos’è, e non è una pizza dolce. Quante volte ho ripetuto pizza dolce in questo paragrafo?

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Tagliatelle all’uovo con spugnole

Mai dire mai

Però parliamo un po’ di tagliatelle. Da sempre infierisco sul mio babbo sul fatto che ogni anno glissa la faccenda spugnole con una nonchalance da fare invidia alla Marcuzzi. Nascono ad Aprile, è il mio compleanno, qualcuno potrebbe farlo no? Qualcuno potrebbe portare questa povera figliola per funghi, ma papà ha occhi solo per i porcini, Jonny ha fatto indigestione di spugnole da piccino, ed al mio suocero non ho il coraggio di chiederlo. Sicché ogni anno, queste tagliatelle saltano.

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Chiocciole di pasta lievitata al pesto

Il bello dei giorni di pioggia

Mi manca, il non dar peso al giorno e al tempo, quando tutto ti sfila davanti e non c’è un orario per fare le cose, ma si fanno e basta. In una cosa sono rimasta la stessa: sono la malinconica di sempre. Nuovo obbiettivo: leggere di più, scrivere meglio, annoiarvi di meno (e fare molti, molti più lievitati).

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Brownies fondenti al Grand Marnier

Fate l’amore non fate la guerra, anche con voi stessi

E da un po’ quindi che mi sento di aver fatto pace con me stessa, che le cose incomplete mi pesano meno, do più spazio alle priorità e meno all’ordine e devo dire: la cosa funziona. È per questo che lavoro meglio al blog, non sono più bloccata da ricette che metto in ordine di esecuzione, alcune delle quali impossibili per me da realizzare in un breve lasso di tempo (o perché mi manca il materiale, o non conosco la tecnica). Salto, vado avanti, e mi sono messa un altro puntiglio di cui sono orgogliosa: non fare cose che non vuoi fare, e che non ti piacciono. Basta ricette che odio, solo cose che vengono dall’anima, preparazioni che amo fare e fotografare e per questo so che verranno perfette, come i brownies al Grand Marnier, che hanno incantato tutti.

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Tagliere invernale di affettati misti con brie, carciofini, funghetti e olive

Maledetta primavera

Aspettando la primavera, gli ultimi antipasti freddi pesanti, per rifarci di questo gelo.

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Forbes: La pizza di Cracco e critica all’Italia che non vuole pagare mai

Umilmente dissento, siamo “stufi agri” di passare per finti poveri

Chi ha scritto quest’articolo, con questo commento non si è dimostrato molto diverso da quelli che con la loro ignoranza hanno insultano lo chef sopracitato. Perché ci vuole una buona (e bella tosta) dose di ignoranza e superficialità per generalizzare un aspetto così delicato come la capacità finanziaria degli italiani. Sì, mi sento presa in causa, perché quella pizza da Carlo Cracco a Milano me la mangerei volentieri, se non fosse che dietro non ci sono solo quei 16€, ma tutta una spesa varia (vedi viaggio, alloggio, parcheggio, etc.). E questi soldi, mettiamo caso fossero in totale 50€ (ma non lo sono, di sicuro sono di più), mi fanno comodo, perché sono la spesa di una settimana.

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Krapfen alla crema pasticcera e marmellata di lamponi

Il buonumore vien mangiando i krapfen della concordia dalla ricetta segretissima

Questi sono i krapfen della mia mamma, intramontabili, irriducibili, la cui ricetta non posso assolutamente svelare nella speranza (un giorno, chissà) di poterli anche vendere nel mio negozio delle magie. Li chiameremo i krapfen della concordia, perché misero d’accordo amici, colleghi e parenti quella prima volta di 40 anni fa in cui la mia mamma reinterpretò la ricetta della nonna come questa (seconda) volta di un paio di settimane fa (quando con incredula gioia mi apprestai ad addentarne uno, e constatare che… credo immensamente, immensamente nelle fate).

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Pollo al sesamo con miele e salsa di soia

La voglia matta…

C’è una tradizione nostra che portiamo avanti da luglio, da quando il lunedì era il giorno sacro di Games of Thrones. Spesso e volentieri il lunedì mi spetta la mattina, il che contribuisce al mantenimento di questa insolita abitudine: uscita dal lavoro mi fiondo nel supermercato più vicino e ne esco con un pacco di patatine gigante. L’appuntamento è verso le sei, sul divano (oppure più tardi, sempre sul divano), gli ospiti in questione: patatine e serie tv.

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