Schiacciata di patate dolce all’uva e miele, e profumo di rosmarino




 

Risorgere dalle ceneri come l’araba fenice

5_focaccia

Ottobre torni ancora, come un vecchietto freddoloso che non si faceva vivo da tempo. In faccia hai un volto sorridente solcato da rughe profonde e negli occhi un’immensa gioia, di qualcuno che conosce la pace e vede già al futuro. Settembre è rabbioso con il tempo ed Agosto non lo tollera, tu Ottobre hai già percepito la morte e non ti intimorisce, non la temi, la aspetti come un’altra tua vecchia amica che ti accompagna al prossimo bar per una bevuta in compagnia, il prossimo giretto in centro, un’altra scorribanda al mercato. Sei felice, stai morendo ma sei felice.

Amo l’autunno e il suo ottobre, è un’esplosione di gusti e di colori, maturano ortaggi e frutti che riscaldano come altri non sanno fare, quasi madre natura ce li donasse apposta, questi cibi di conforto al sole che tramonta presto, alla brina che imbianca la mattina, alla nebbiolina serale sui campi, qui nella bassa vicentina. Penso alla zucca, alle castagne, ai porcini, ai colori caldi; ai pesci autunnali gettati in intingolo con l’ultima conserva di pomodoro, e l’ultimo basilico che cresce ancora nell’angolo più caldo della casa.

3_uva

Questa schiacciata all’uva è una ricetta creata e scattata l’anno scorso, di cui mi ritrovo frettolosamente a ricavarne la ricetta tra gli appunti, un po’ incerta su alcuni dosaggi. Sono cambiate tante cose, come mi ritrovo a ripetere sempre, forse perché sono proprio le cose intorno a noi che cambiano di continuo. Mi vedo evolvere di anno in anno e riconoscermi in modi diversi, è una bella cosa anche se difficile da osservare accadere, e accettare e basta.

Ma c’è una bella notizia, oltre al nuovo post, un nuovo blog. Sono tornata topolino del burro, ed in un dominio tutto mio, perché ora mi sento di portare orgogliosa questo nome, e farlo portare anche ad altri, a chi lo vuole, a chi se lo sente suo perché era caduto nella panna e ne è uscito vivo a forza di arrancare, e arrabbiarsi, e dibattersi. Adoro ancora immensamente il cibo, e cucinare, e con la speranza che i miei aggiornamenti si facciano più frequenti, vi lascio alla ricetta con un arrivederci, alla prossima volta.

4_impasto

 ♥♥♥

Ingredienti per l’impasto

300g farina 0
300ml latte
200g patate lessate e schiacciate
30g olio di girasole
13g lievito di birra
7g sale
un cucchiaio di miele

Ingredienti per la farcitura

uva della varietà preferita (meglio scura e se possibile senza semi)
rosmarino
miele
zucchero semolato

Sciogliamo il lievito in poco latte tiepido, non caldo altrimenti lo bruceremo, e schiacciamo a purea le patate ancora calde con una forchetta.

Impastiamo insieme la farina 0 con le patate schiacciate, il resto del latte, l’olio di girasole, il sale, il lievito sciolto e il miele. Possiamo lavorare la pasta a macchina (io ho usato una planetaria) o a mano, per non più di un quarto d’ora. Il risultato dovrà essere piuttosto elastico e morbido.

Lasciamo riposare l’impasto coperto da un canovaccio umido per 5 minuti, poi formiamo una palla e mettiamola a lievitare in una grande ciotola coperta dal panno, ricordandoci di mantenerlo sempre umido durante la lievitazione. Il luogo della lievitazione dovrà essere abbastanza caldo (circa 25°C/30°C) ma lontano da fonti di calore dirette. Dovrà lievitare circa due ore, fino a un po’ più del raddoppiamento.

Finite le ore di lievitazione rimettiamo l’impasto su di una spianatoia, stendiamolo con l’aiuto di un po’ di farina ed adagiamolo su di una teglia rettangolare unta di olio di arachide, cercando di appiattire e uniformare il più possibile la superficie con le mani o con un matterello, creando con le dita o i rebbi di una forchetta i tipici buchi delle schiacciate.

Cospargiamo la focaccia di zucchero semolato, adagiamo l’uva in buona quantità ma non esagerata, profumiamo con del rosmarino e infine mettiamo qua e là qualche filo di miele. Lasciamola lievitare nella teglia (sempre coperte dal solito panno umido) per un’altra ora.

Passato il tempo necessario per la doppia lievitazione cuociamo la schiacciata in forno per circa 20 minuti a 190°, fino a bella doratura.

 

English recipe

Ingredients for the dough

300g bread flour
300ml milk
200g boiled and mashed potatoes
30g sunflower oil
13g brewer’s yeast
15g salt
a teaspoon of honey

Ingredients for dressing

seedless black grapes
rosemary
honey
sugar

Dissolve yeast in lukewarm milk.

Knead together bread flour, boiled and mashed potatoes, milk, sunflower oil, salt, dissolved brewer’s yeast, honey and mix all the ingredients to form an elastic and soft dough. If it’s too sticky add a little flour otherwise add more water. Knead for about 15 minutes.

Let rest for 5 minutes. Place in a greased bowl, cover with a humid cloth and let rise in a warm place until doubled.
Grease with olive oil a flatbread or pizza pan and roll out the dough. Press fingertips into dough, creating typical indentations.

Sprinkle with sugar and a few of rosemary leaves, press grapes into the surface of the dough and drizzle with gorgeously runny honey. Let rise cover with a humid cloth for at least 1 hours in the pizza pan.

Preheat oven to 190 degrees C. Bake for about 20 minutes, until crust is lightly browned.

 

 




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