Ciambella al cocco, con salsa allo yogurt e menta




Apocalisse 2, 17

Sono fatta così e pensandoci, credo di non poterci fare niente; quel fuoco che ho dentro tipico del mio carattere esplode, ecco tutto, quando mi vengono toccati tasti per me importantissimi, sensibilissimi. I miei diritti lavorativi, ad esempio, oh dovreste sentirmi come le canto. Poi la tempesta si quieta, complice sicuramente la bontà d’animo della mia datrice di lavoro, una signora con la testa fra le nuvole ma con un’onestà che non le si può negare. Io da imprenditrice, sarei molto (almeno il doppio) più spietata, e forse un giorno lo sarò. Sì, quel giorno signori miei, si avvicina ogni post di più.

Un’altra cosa: il mio ragazzo, la mia famiglia. Odio quando sento qualcuno offendere o prendere per i fondelli le persone che amo, mi si infiamma tutto il volto ed inizio ad incupire, mi zittisco bruscamente e brutalmente nel mio modo tipico di schernire la gente, a intendere: non vali niente, le mie parole non le meriti, non ti meriti il mio grazie, il mio saluto. Ho sempre detto a chiunque di non preoccuparsi delle mie urla o dei miei insulti, ma del mio silenzio.

Poi c’è la fede, e qui tocchiamo un argomento caldissimo, quasi mi passa la voglia di parlarne dalla delicatezza del tema e dal livore che suscita nei miei sentimenti. Della fede degli altri (che siano atei, vegani, musulmani, praticanti, ortodossi) non mi interessa un fico secco, molto sinceramente. Ma che non venga toccata la mia di fede, nel senso strettissimo del termine; possono intromettersi in qualsiasi modo vogliano nella religione e criticare e mettere in dubbio le credenze della chiesa cattolica, ma che un qualcuno, chiunque osi entrare nell’intimo rapporto che una persona qualsiasi ha intrapreso con il suo Dio, no, quello mai. È capitato qualcosa di simile al corso fidanzati, i nostri animatori hanno messo in dubbio il percorso cristiano delle coppie che non frequentano con assiduità la chiesa, e hanno chiesto loro il resoconto della loro negligenza, mettendo in dubbio la loro liceità a frequentare quel particolare corso organizzato dalla parrocchia, e non un altro, per persone laiche. Al che (anche se non presa in causa personalmente) ho iniziato a ribollire, e se non fossi anche una persona ponderata delle volte nella mia vita, avrei tirato giù anche il padreterno.

Perché, quante volte deve ancora essere ripetuto prima che arrivi il concetto? Ho un’opinione molto estrema ed estremamente personale della religione. È qualcosa di privato di cui non devo rendere conto a nessuno, se non a me stessa ed il mio Dio, e mai, per nessunissima ragione, qualche guida spirituale può permettersi di mettere in dubbio questa realtà, anche se, come dice il mio ragazzo, è il suo lavoro. Dio è ovunque, ed io lo sento ovunque, non ho bisogno di fare la brava chierichetta ed abbarbicarmi ogni domenica a sentire riti vecchi di almeno 1000 anni dalle bocche di preti che delle volte non sanno nemmeno quello che dicono, che hanno preso i voti in un periodo in cui era più comodo farlo, che portano avanti tradizioni obsolete perché è sempre stato fatto così, perché ancora i vecchi ranghi vogliono che venga fatto così. Dissero che errare è umano, e la chiesa fatta dall’uomo è sbagliata, per questo, in questo specifico momento, credo principalmente nella Parola. Ci sono un sacco di altre cose a non piacermi, in quella che io chiamo istituzione chiesa. Ed è difficile credere ad un ordine che non ti convince, che nasconde cose che è bene non far sapere, ma forse è meglio che la chiuda qui.

Non è vero che penso solo in male, credo anche in bene. Penso che straordinari uomini e donne di fede esistano, ne ho incontrati e conosciuti, e se credo così tanto è solo grazie a loro. Ora, un esempio è quest’altro prete che segue tutte le coppie del corso fidanzati, e che potrei definire uno di noi. Il pacificatore che pose fine alla piccola discussione che rischiava di degenerare in un litigio con una piccola morale presa dall’Apocalisse di Giovanni. Un giorno, alla fine dei tempi forse, o alla nostra morte, Dio ci metterà in mano un sassolino bianco con scritto il nostro vero nome, e ci chiederà se durante tutta la nostra vita siamo stati degni di quel nome, e siamo rimasti, in fede, sempre e comunque noi stessi.

 ♥♥♥

Ingredienti per la torta al cocco

200g burro
150g farina 00
150g zucchero
100g farina di cocco
3 uova
un bicchiere di latte intero
un bicchierino di rum
il latte di una noce di cocco
una bustina di lievito
una vanillina
un pizzico di sale

Ingredienti per la salsa allo yogurt

200g yogurt intero
70g panna montata non zuccherata (pesata già montata)
un cucchiaio di miele
una manciata di menta (facoltativo)

Con un oggetto appuntito (un cavatappi o un cacciavite) buchiamo uno degli occhietti sulla sommità del cocco e versiamo tutto il latte contenuto all’interno in un bicchiere, che mettiamo da parte.

Montiamo con le frustine il burro ammorbidito, lo zucchero, la vanillina e il pizzico di sale. Quando sarà tutto chiaro e spumoso aggiungiamo ad una ad una le uova, facendo attenzione ad aggiungerle quando la precedente sarà completamente assorbita.

Una volta che le uova saranno tutte montate e incorporate, aggiungiamo la farina setacciata con la bustina di lievito, e la farina di cocco. Aggiungiamo il latte di cocco estratto in precedenza, il bicchiere di rum, ed il bicchiere di latte.

Versiamo tutto in una tortiera imburrata e infarinata della forma che preferite (io ho utilizzato la ciambella). Inforniamo a forno medio/basso (180 gradi) per 25/30 minuti (il tempo di cottura varia anche a seconda della grandezza dello stampo, il mio di 18cm di diametro non ha richiesto più di 20/25 minuti. Controlliamo con uno stecchino la cottura, se fosse ancora molto umido, lasciatela in forno per altri 5 minuti. Sforniamo e lasciamo raffreddare un po’ prima di servire.

Nel frattempo prepariamo la salsa allo yogurt. Montiamo la panna fresca con le fruste o la planetaria partendo da un ritmo moderato aumentando pian piano fino al risultato desiderato.

Amalgamiamo insieme lo yogurt, il cucchiaio di miele e la panna montata. Per aggiungere un profumo fresco e balsamico alla crema tritiamo finemente della menta fresca risciacquata ed asciugata ed aggiungiamocela.

Serviamo la ciambella al cocco spolverata di zucchero a velo con l’aggiunta della salsa allo yogurt.

English recipe

Ingredients for coconut cake

200g butter
150g pastry flour
150g sugar
100g coconut powder
3 eggs
a glass of whole milk
a glass of coconut water
a shot of rum
a baking powder sachet
vanillin
a pinch of salt

Ingredients for yogurt whipped cream

200g whole milk yogurt
70g unsweetened whipped cream
one tablespoon of honey
a handful of fresh mint (opzional)

Pierce one of the three black eyes at the top of the coconut with a sharp instrument. Drain the watery juice out into a glass and save for later.

Whisk the soften butter, sugar, vanillin and a pinch of salt together. When mixture will be light and whipped add one by one the whole eggs.

Add sifted pastry flour, coconut powder and baking powder to the dough, then pour coconut water, rum and milk and stir until just combined.

Grease and sprinkle with flour a ring or a bundt pan. Pour in mixture. Bake at 180° for 25/30 minutes until cake is golden. Leave the cakes cool.

In the meantime, get started the yogurt cream. Whisk the heavy cream (using a hand whisk or electric whisk) until soft peaks form. It is whipped properly when it is still soft and billowy but holds its shape when the whisk is withdrawn.

Combine yogurt with honey and whipped cream. Wash, chop and add fresh mint to the cream as you like.

Serve coconut bundt cake with a spoon of yogurt whipped cream on top or on the side.

 




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