Brownies fondenti al Grand Marnier




Fate l’amore non fate la guerra, anche con voi stessi

Non so quand’è iniziata (non troppo recentemente, ma nemmeno troppo indietro nella mia infanzia) la smania di catalogare, di suddividere i progetti e le mie azioni in piccoli punti, micro obbiettivi per inseguire il quadro generale, troppo grande per me da gestire tutto d’un pezzo. Forse è per via del mio metodo di studio al liceo: suddividevo tutto in piccoli o grandi diagrammi a grappolo in cui fissavo i punti chiave, e nella mia memoria (vagamente fotografica) restavano indelebili (in qualsiasi altro modo era impossibile, ed imparare a memoria l’ho sempre odiato).

Come la cosa sia degenerata, dallo studio alla vita di tutti i giorni, credo lo si debba imputare all’ansia costante che mi prese da diciottenne, e non mi lasciò andare fino all’anno scorso. Sono sempre stata ipercritica, sognatrice, irrealista, e nonostante tutto idealista ed eticamente profonda fin nel midollo. Chi è riuscito a decifrare questa frase devo ammettere che ha capito tutto di me.

Insomma, come a scuola, programmo tutto: suddivido la giornata in piccoli punti (la maggior parte delle volte sono mentali e raramente scritti) ad ognuno dei quali ne segue un altro e non è possibile passare al successivo se prima non si è svolto quello il cui turno spetta di diritto. Da cosa questa precedenza sia dovuta, non sempre ne ho idea, delle volte è razionale (non posso fare una cosa perché prima devo farne un’altra, es: non posso fare la spesa perché prima devo prelevare), altre invece (la maggior parte) ci vorrebbe un bravo psichiatra per decifrarne il senso (es: non posso fare la spesa stamattina perché il pomeriggio lavoro). Sono chiavi, tic, obbiettivi da sbloccare che se non sono eseguiti non posso fare altro. Questa è la cosa che mi blocca maggiormente nella mia vita, ma per il momento non potrei vivere senza, è un meccanismo di autodifesa dal mondo e dal senso di panico a cui non voglio, e non posso rinunciare ora.

Si manifesta in tutto, sul lavoro, e sul mio blog. Ma ultimamente ho trovato un metodo che funziona per raggirarlo (in realtà l’ho visto fare da Jon, lui assolutamente non sa di avere questo merito, ma da quando sto con lui, la mia testa funziona molto meglio). Nella vita bisogna essere realisti, e realismo in parte significa dare priorità a delle cose più urgenti di altre (anche se non in ordine di esecuzione della mia scaletta giornaliera).

Un esempio molto concreto: per mesi ho tenuto pulita solo una parte della casa (il resto lo faceva mia mamma quando veniva a trovarmi, una volta alla settimana). Lavare i piatti – pulire il fornello – pulire il lavandino – sistemare il disordine. Il resto non riuscivo a farlo, o perché non ne avevo voglia, o perché dovevo iniziare a lavorare, o per qualche altro motivo (è superfluo dire che mi metto un timer di tempo oltre il quale per questo giorno non svolgo altri lavori domestici?). Di conseguenza venivano trascurati la lavatrice, il pavimento, il bagno. Ma io, imperterrita, se nel tempo che mi davo per fare le pulizie le altre in ordine non ci stavano, non si facevano. Finché il mio compagno e coabitante non mi ha fatto notare l’assurdità di questa cosa, se un giorno è più urgente fare una lavatrice invece che pulire il fornello non si può fare quello, e pulire il fornello il giorno dopo? No, nella mia testa no, non con questo programma almeno. Bisognava cambiare programma.

E da un po’ quindi che mi sento di aver fatto pace con me stessa, che le cose incomplete mi pesano meno, do più spazio alle priorità e meno all’ordine e devo dire: la cosa funziona. È per questo che lavoro meglio al blog, non sono più bloccata da ricette che metto in ordine di esecuzione, alcune delle quali impossibili per me da realizzare in un breve lasso di tempo (o perché mi manca il materiale, o non conosco la tecnica). Salto, vado avanti, e mi sono messa un altro puntiglio di cui sono orgogliosa: non fare cose che non vuoi fare, e che non ti piacciono. Basta ricette che odio, solo cose che vengono dall’anima, preparazioni che amo fare e fotografare e per questo so che verranno perfette, come i brownies al Grand Marnier, che hanno incantato tutti.

 ♥♥♥

Ingredienti per una tortiera medio/piccola

200g cioccolato fondente
160g burro
100g zucchero
90g farina 00
20g cacao amaro in polvere
2 uova
un bicchiere di Grand Marnier
mezza bustina di lievito
vanillina
un pizzico di sale

Ingredienti per la copertura

200g cioccolato fondente
100g panna fresca
30g Grand Marnier
30g burro
marmellata di arance

Montiamo con le frustine il burro ammorbidito, lo zucchero con la vanillina e il pizzico di sale. Quando sarà tutto chiaro e spumoso aggiungiamo ad una ad una le uova, facendo attenzione ad aggiungerle quando la precedente sarà completamente assorbita.

Sciogliamo il cioccolato fondente a bagnomaria (potete scioglierlo anche a microonde ma fate attenzione a non scaldarlo troppo), aiutandoci eventualmente nell’operazione con un goccio di panna fresca oppure di latte. Il cioccolato non deve essere bollente, ma tiepido; altrimenti smonterà le uova una volta nell’impasto. Una volta sciolto aggiungiamolo al miscuglio di burro, zucchero e uova.

Aggiungiamo la farina setacciata con la bustina di lievito, il cacao amaro (setacciato anche quello) e il liquore Grand Marnier.

Versiamo tutto in una tortiera foderata di carta da forno della forma che preferite (meglio se quadrata). Inforniamo a forno medio/basso (180 gradi) per 20 minuti circa. Controlliamo con uno stecchino la cottura, ricordando che essendo questa una torta con molto cioccolato, lo stecchino non sarà mai asciutto del tutto (a meno che la torta non sia quasi bruciata). In ogni caso, se fosse ancora molto umido, lasciatela in forno per altri 4/5 minuti. Una volta sfornata la teglia facciamo riposare e raffreddare il dolce.

Nel frattempo prepariamo la ganache per la copertura scaldando in un pentolino la panna fresca e sciogliendo il cioccolato a bagnomaria. Mettiamo il cioccolato in una ciotola e uniamoci la panna, versiamo sopra il tutto anche il burro fuso e il Grand Marnier.

Spalmiamo uno strato abbondante di marmellata d’arancia sopra la torta prima di versarvi sopra la ganache ancora liquida. Una volta che la ganache al cioccolato si sarà indurita possiamo tagliare la torta a cubotti, e servire.

English recipe

Ingredients

200g dark chocolate
160g butter
100g sugar
90g pastru flour
20g unsweetened cocoa powder
2 eggs
a glass of Grand Marnier
half baking powder sachet
vanillin
a pinch of salt

Ingredients for covering

200g dark chocolate
100g fresh cream
30g Grand Marnier
30g butter
orange marmalade

Whisk the soften butter, sugar, vanilla extract and a pinch of salt. When mixture will be light and whipped add one by one the whole eggs.

Put the chocolate into a large heatproof bowl set over a pan of gently simmering water (don’t let the bottom of the bowl touch the water underneath) and leave until melted, stirring occasionally. Remove from the heat and let cool slightly, so add to the mixture.

Add sifted flour, unsweetened cocoa powder, baking powder and Grand Marnier to the dough.

Grease and line with baking parchment a square cake pan. Pour in mixture. Bake at 180° for 20/25 minutes or until a toothpick can be inserted into the center and come out almost clean. Leave the cakes cool.

In the meantime, get started the ganache. Put the chocolate into a large heatproof bowl set over a pan of gently simmering water (don’t let the bottom of the bowl touch the water underneath) and leave until melted, stirring occasionally. Remove from the heat and place in a bowl, add the cream, the melted butter, the Grand Marnier and stir together.

Cover the top of cake with orange marmalade, pour chocolate ganache over the top and let the ganache cools, then cutting into pieces.

 




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