Insalata di radicchio, cavolfiore e topinambur, con arance e arachidi




Tornerai e ti avrò davanti, spero solo di non svenire

Sarei disonesta se mi impegnassi a descrivere la gioia che mi provoca maneggiare queste materie prime se ne ommettessi tutti gli altri stati d’animo che vi gravitano attorno. Potrei iniziare con l’empatia tra me ed il carrello della spesa, man mano che viene riempito, mentre la lista si accorcia ed i colori degli ortaggi freschi prendono la forma di una tavolozza, tra le sbarre di acciaio. Potrei parlare degli sguardi di comprensione scambiati con la commessa, ognuna di noi due ha il suo modo per evadere, dopo tutto, lei dietro a quelle sue unghie perfettamente smaltate e brillanti, io dietro a questo carrello della spesa. Mi immagino se indovinerà questa volta, quale sarà il prossimo piatto, ma forse non ha mai pensato ad indovinarlo. Vi spiegherei poi come l’empatia ritorni, nel sistemare tutti questi ingredienti in un unico piatto (o ciotola) come questa insalata.

Passerei quindi all’elogiare una serata trascorsa tra il bollimento e lo sbucciamento delle verdure e la quarta stagione del Dr. House (che tra parentesi, Amber mi dispiace da morire, mi fai piangere tutte le volte). È tutto molto bello, quando c’è da cucinare qualcosa, ma come accennavo all’inizio, sarei disonesta, e mentirei. I problemi veri iniziano anche con la vita vera, fuori da queste ricette, fuori da queste fotografie, dove inizia però questo diario.

Il mio cuore sta passando un periodo sul chi va là, mi spiego, sente (forse in modo inesatto e distorto) di dare molto, e di ricevere molto poco in cambio (forse nel profondo mi urta dover ammettere che il mio cuore misura con attenzione su di una bilancia il bene ricevuto e quello invece regalato, e ne trae le sue conseguenze). Sono un prototipo a cui in amore piace fare follie, il mio cuore è un cuore a cui piace battere e sfarfallare forte fino ad essere scagliato e farsi male contro le costole, vorrebbe uscire dalla gola a forza, dal ridere, comprimere ed essere compresso dalle attenzioni. È capitato a tutti, è già capitato anche a me, che l’amore si raffreddi, ed i primi impeti impavidi per fare colpo diventino ricordi coraggiosi, indelebili, ma pur sempre ricordi. Questo, quell’uccellino pulsante sangue appena sopra citato, fa fatica ad accettarlo.

Vorrebbe tornare alla freschezza della primavera dei primi tempi, lui, poverino, non sa che si va solo avanti, e se si torna indietro, vuol dire che allora è finita, e un’altra storia è cominciata. Però si può re-innamorarsi? E farlo ogni giorno, con lo stesso uomo? E’ quello che sto cercando disperatamente di fare, il ricordo del cappotto nuovo che aveva indosso il primo giorno che ci siamo incontrati, impresso come un timbro in mezzo alla fronte. Le lacrime che l’ho visto spargere quando sembrava essere finita, un faro per la retta via, quel dolore, che non voglio riprovare, un ago per ricucire tutto, finché si riesce a ricucire.

Non ho paura, vorrei aggiungere, non ora almeno, però ne ho avuta. Ho avuto paura che l’amore fosse finito, però ho scoperto che si rigenera in fretta, dalle ceneri bruciate, poi riaccese dalla vita.

Ingredienti

500g topinambur
50g olio extra vergine d’oliva
2 arance (preferibilmente rosse)
un cavolfiore
un cespo di radicchio rosso
una manciata di arachidi
un mazzetto di prezzemolo
un mazzetto di erba cipollina
un cucchiaio di senape
aceto
sale e pepe a piacere

Dividiamo il cavolfiore in piccoli ciuffetti e tuffiamoli in acqua bollente non salata e leggermente acidulata con uno spruzzo di aceto. Scoliamoli dopo circa 1 minuto dalla ripresa del bollore: i ciuffetti saranno praticamente crudi e croccanti.

Mondiamo i topinambur e raccogliamoli, a freddo, in una pentola di acqua. Cuociamoli per circa 12 minuti dal levarsi del bollore, infine scoliamoli. Sfogliamo e laviamo il radicchio.

Tagliamo a tocchetti i topinambur, mescoliamoli in una ciotola con i ciuffetti di cavolfiore e le foglie di radicchio (tagliate se necessario) insaporiamo il tutto con fili di erba cipollina tagliata a rondelline.

Mescoliamo l’olio con il prezzemolo tritato, la scorza di una delle arance tritata, il suo succo, un pizzico di sale e un cucchiaio di senape. Emulsioniamo tutto in modo da ottenere una vinaigrette. Completiamo l’insalata di topinambur, cavolfiore e radicchio con l’arancia rimasta tagliata a pezzetti e le arachidi tritate grossolanamente. Condiamola infine con la vinaigrette alla senape prima di servirla.

 




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