Torta di Buon Compleanno per Giorgia




Per la torta nuziale, cioccolato, lamponi e peonie (non da mangiare, ma da ammirare)

È troppo chiedere a Miele, per favore, te ne stai fermo e buono un minutino? Il tempo che scattiamo una foto a fuoco e poi puoi tornare a tremare quanto ti pare? Per lui è chiedere troppo. Sarà il suo carattere, ma ogni tanto per scherzare mi piace dire, con Miele ho fatto un patto con il diavolo, lui è tutte le mie cose cattive, è dove ho buttato il pianto, dove ho buttato l’ansia, il dolore. Quindi magari è per quello che trema sempre, trema dalla fatica di contenere tutti i miei orrori, quelli che mi ha leccato via dalle lacrime che mi scendevano dagli occhi, quando chiusa nella mia camera da letto, lui era solo con me, durante tutte le notti di pianti interminabili.

In realtà no, trema solo perché è una frittellina, ed un cagnolino viziato e frignone, perché l’ho cresciuto io come se fosse il centro del mio mondo (all’epoca lo era davvero), quindi si comporta da principessa sul pisello al primo sentore di cose strane che annusa. La Nikon è tutt’ora una cosa molto strana per lui, e non ci va molto d’accordo. Ah, a proposito, Miele è una lei, non un lui (sono io che mi ostino a considerarlo un lui perché all’epoca dell’adozione si era deciso che avremmo adottato un maschio, per poi cambiare scelta qualche giorno prima).

In foto con i ranuncoli invece abbiamo la signorina Circe, di cui non parlo perché potrei dire qualche cattiveria (ma non per colpa sua, mal sopporto i gatti da quando il nostro vecchio gatto Minù, che ora riposa in pace, aveva eletto la mia camera come pisciatoio ufficiale di tutta la brigata di gatti in casa, ed avevamo 3 gatti che esaudivano i loro bisogni sotto la mia scrivania). Però è necessario elogiarne la mansuetudine, anche se è stato necessaria la mano saggia di mia mamma per tenerla buona al suo posto, di fianco i ranuncoli.

Avevo scelto, qualche mese fa, di concentrarmi sulle torte a strati per riuscire ad ottenere (un giorno che speravo non lontano) un risultato che soddisfacesse il mio ego, il mio desiderio di perfezione, ed ovviamente il mio palato. Sono fiera di annunciare che abbiamo fatto passi indietro, con la torta di compleanno di mia nipote. Il pan di spagna era smontato, ed abbiamo aggiunto il doppio della farina per farlo stare in piedi; mamma non aveva comprato la vaniglia, ed abbiamo dovuto aromatizzare la crema al cioccolato con l’aroma arancia (urla di sgomento a non finire da parte vostra, lo so, è terribile). La panna era leggermente montata troppo, e (giusto perché mancava qualche altro intoppo) i colori dei cartoncini con cui ho creato le decorazioni erano un pugno in un occhio, nell’insieme del tutto. Sembrerebbe troppo sfacciato da parte mia, se chiedessi un piccolo applauso di incoraggiamento per la prossima torta? (Che ovviamente, sarà la prova della torta nuziale che vorrei preparare per il nostro matrimonio).

 




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