Fragole al vino rosso dolce




Jon e la peonia, come se a scattare l’istantanea fossero stati i miei occhi innamorati

Ho gettato le briciole dei biscotti fuori dalla porta del giardino, e i passerotti litigavano tra di loro per accaparrarsele, sono carini, cicciottelli, qualcuno sicuramente li ha nutriti quest’inverno (non io, magari sono andati a sbocconcellare i resti delle patatine lasciate per terra al bar di fianco il mio condominio). Di carboidrati non se ne vedono tanti in casa mia (tranne la pasta, per Jon sacra) quindi vederli bighellonare sulle briciole della tavola sbattuta fuori la finestra, è raro, e mi provoca sempre un po’ di nostalgia. Ma di quella nostalgia delle cose belle, che non ha niente a che fare con la tristezza.

No, non sono triste, sono solo molto stanca, fisicamente, per un motivo abbastanza futile oltretutto. Il 7 giugno avrò la prima prova del mio abito da sposa, panico. Mi sono sempre piaciute le date di scadenza, mi piace vedere il conto dei giorni scendere, ma soprattutto, mi piace l’idea di rimettermi in riga (dietologicamente parlando), sì, di scegliere una data e fare il conto dei chili che riuscirò a perdere in quel periodo. Sono fasi d’amore e di odio, che non riesco mai a mantenere per più di qualche mese, sentire sempre le forze venire meno, alla lunga è snervante. Ma se lo faccio è perché lo voglio fare, perché non posso farne a meno, perché l’idea di essere brutta dentro il mio abito da sposa è peggiore della dieta. Non dovrei dire queste cose, dovrei appoggiare la filosofia mi piaccio così come sono, sono fiera di me. In realtà mi piaccio abbastanza, e sono piuttosto fiera di me, però non c’è niente da fare, voglio essere più magra, e non me ne frega niente se la gente lo trova poco attraente, lo voglio io, perché piace a me, perché voglio essere così.

In parte lo scrivo anche trasportata dal momento di digiuno, ci sono periodi in cui mando a quel paese la bilancia, e mangio quello che voglio. Paradossalmente, sono i periodi più infelici, in cui l’angoscia si fa sentire più acuta (la paura di prendere peso, oddio). E poi, ci sono settimane in cui la mia mente è lucidissima e tengo tutto molto sotto controllo (di norma sono quelli in cui pratico molto sport, ma è il mio problema alle articolazioni misto alla necessità di essere in forma a lavoro, che alla fine mi frenano e mi fanno ritornare al divano).

Non ve ne frega niente, ma mi sono sfogata un po’. Parliamo di fragole, Jon si è prestato da modello in quello ch’io definisco lo scatto che mi ha aperto gli occhi. Quando ero alla scuola d’arte, dietro ogni realizzazione c’erano un’infinità di tavole progetto, ed alla fine il risultato era sempre brillante perché nel bene e nel male avevo passato ore, a farmi ispirare, ed io amavo quello che facevo. Un po’ è stato così per gli ultimi scatti, mi auguro sarà così, anche per tutte le fotografie che arriveranno.

Se penso alla fragola, penso alla dolcezza di un bacio, un sorso di vino rosso dolce che si mischia al profumo fresco e aromatico della scorza del limone, dentro una ciotola di fragole macerate con lo zucchero. È il caso di dire, il tuo bacio è come una fragola.

Ingredienti

fragole fresche
vino rosso dolce
zucchero
scorza di limone
qualche fogliolina di menta per decorare

Laviamo le fragole in acqua fresca, togliamo loro le foglioline e tagliamole in quarti.

Mettiamole in una ciotola e cospargiamole con zucchero a piacere, versiamoci sopra il vino, annaffiandole bene. Uniamo al vino anche una piccola spirale di scorza di limone. Mescoliamo delicatamente e mettiamole a macerare in frigorifero per un’oretta, mescolandole ogni tanto perché lo zucchero si sciolga.

Serviamo le fragole ben fredde, con qualche fogliolina di menta.

 




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *