Toast con fiori di zucca, sarde e mozzarella fiordilatte

Più facile di un toast si muore

Sempre meno cibo nelle mie fotografie, mi ripeto. E smettila, mi ripeto, ma è più forte di me. Non mi sono mai sentita trasportare dalla camera come quando scatto ritratti, una pace che il cibo non mi regala, una soddisfazione che nelle ricette e nella loro realizzazione non trovavo. Ditemi che è sbagliato, che devo tornare indietro, che questo rimane ancora un blog di ricette. Ditemelo, e vi risponderò che adoro sbagliare.

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Fragole al vino rosso dolce

Jon e la peonia, come se a scattare l’istantanea fossero stati i miei occhi innamorati

Se penso alla fragola, penso alla dolcezza di un bacio, un sorso di vino rosso dolce che si mischia al profumo fresco e aromatico della scorza del limone, dentro una ciotola di fragole macerate con lo zucchero. È il caso di dire, il tuo bacio è come una fragola.

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Torta di Buon Compleanno per Giorgia

Per la torta nuziale, cioccolato, lamponi e peonie (non da mangiare, ma da ammirare)

Avevo scelto, qualche mese fa, di concentrarmi sulle torte a strati per riuscire ad ottenere (un giorno che speravo non lontano) un risultato che soddisfacesse il mio ego, il mio desiderio di perfezione, ed ovviamente il mio palato. Sono fiera di annunciare che abbiamo fatto passi indietro, con la torta di compleanno di mia nipote. Il pan di spagna era smontato, ed abbiamo aggiunto il doppio della farina per farlo stare in piedi; mamma non aveva comprato la vaniglia, ed abbiamo dovuto aromatizzare la crema al cioccolato con l’aroma arancia (urla di sgomento a non finire da parte vostra, lo so, è terribile). La panna era leggermente montata troppo, e (giusto perché mancava qualche altro intoppo) i colori dei cartoncini con cui ho creato le decorazioni erano un pugno in un occhio, nell’insieme del tutto. Sembrerebbe troppo sfacciato da parte mia, se chiedessi un piccolo applauso di incoraggiamento per la prossima torta? (Che ovviamente, sarà la prova della torta nuziale che vorrei preparare per il nostro matrimonio).

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Crema di asparagi con salsa alle mandorle e briciole di pane tostato

Dammi la mano bambino e vieni nel bosco, no che non sono un estraneo, io ti conosco

Sono in una bolla e non voglio uscirne, ci sono entrata con difficoltà, sto bene qui e scoprire quello che c’è fuori (sarà un pensiero meschino, eppure) non mi interessa. Sto bene, sono felice, sono finalmente al sicuro. Se c’è qualcosa che mi ha portato questo 2019 è la certezza di essere al sicuro, qualcosa che non sapevo di volere, che non sapevo nemmeno mi mancasse. Ora so che i mostri sono morti (anche se sono morti molti anni fa), è finita, ci sono e ci saranno altri mostri, ma non questi. Se ci penso, piango, anche ora, in questo momento e su questa tastiera. Piango perché mi è stato rubato qualcosa, e non lo sopporto, e non incolpo nessuno (non lo faccio più), ma non lo sopporto. Piango di rabbia, per una bambina che era felice, un’adolescente in declino, una giovane donna distrutta, ed io sono quello che resta. Però, ehi, va tutto bene, mi sposo in agosto l’uomo fatto apposta per me, e sono felice.

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Insalata di finocchi in salsa di acciughe

Tutto il male che c’è

Ho allentato il nodo, di molto, alla serietà. Perché non mi importa, la meschinità del mondo non mi tocca più, le volto le spalle, e guardo altrove, verso quello che invece merita di essere guardato. È un angolo riparato dalle malignità che mi sono cucita addosso con fatica, questo mio tavolo imbandito e adornato, nel mio salotto. Non vedo l’ora di staccare la spina, stendere la tovaglia, accendere la fotocamera, e scattare. Il silenzio, oppure una musica che nutre il silenzio, dentro un salotto ovattato, e l’istantanea diventa immortale.

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Garganelli al forno, con polpette di carne e provola

Sogno il giudizio universale sgretolarsi e cadere in coriandoli

Non vorrei alzare un putiferio ma ho alcune nozioni divertenti da raccontare, la prima: vorrei solo per un giorno sapere cosa si prova a mangiare più di diecimila calorie al giorno; guardo quei programmi su Realtime con quelle persone gravemente ammalate di obesità e mi dico, un giorno sarò anch’io così, vorrei esserlo solo per il gusto di poter mangiare così tanto. Poi mi ricordo l’orrore che mi provoca notare i grammi salire sulla bilancia tutte le mattine, ed il digiuno giornaliero che ne segue e penso, no, anche volendolo, non riuscirei. Ho finito i giorni in cui mangiavo senza un domani, sono in parte orgogliosa di questo, del fatto di essermi lasciate alle spalle da molto tempo sia le abbuffate che il vomito. Però il conforto, quello dal cibo non me lo toglierà nessuno.

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Risotto al prosecco Valdobbiadene, con radicchio tardivo stufato al forno, salsa di caciotta veneta e noci

La teoria del colore applicata alla mantecatura del risotto

Magari le prossime saranno ricette un po’ noiose, o poco suggestive per qualcuno, ma lo sono tantissimo per me, e non potevo non iniziare questa riscoperta che da un risotto. Per il riso avevo quello che si può chiamare, il tocco magico, da che ricordo, la nostra relazione è stata fin da principio innata, lui capiva me, ed io capivo lui. Ogni tanto sento dire in qualche programma culinario che il riso è una delle pietanze più complesse da cucinare, ed io rido, certo, è complesso per chi non lo sa ascoltare, per chi non lo sa osservare. Se pensate di accendere una pentola, aggiungere brodo e lasciarlo a cuocere, avete sbagliato tutto, questo è il motivo per cui la pentola a pressione non riuscirà mai a cucinare un riso come merita, perché fare un risotto è come cucire minuziosamente un vestito addosso ad una sposa (per restare in tema, ma ancora non svelo niente).

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Torta paradiso con curd al pompelmo rosa e crema al burro alla vaniglia

Lettera ad una torta imperfetta

Non certo la tua veste migliore, tortina mia, ma devi portare pazienza, sto imparando. Magari verranno i giorni in cui la tua glassa sarà perfetta, liscia e tirata a lucido, non ci sembrerà nemmeno vero. Forse fra molti anni ci sarà un momento in cui ti erigerai diritta e fiera e non sembrerai star per ricadere su te stessa. Ti incoronerà una luce nuova e splendida che avrò imparato dal tempo e l’esperienza a darti (sai meglio di me quanto io stia cercando la luce perfetta). Potrà essere che questo giorno arriverà, oppure no, e rimarrai per sempre la mia perfetta torta imperfetta.

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Insalata di radicchio, cavolfiore e topinambur, con arance e arachidi

Tornerai e ti avrò davanti, spero solo di non svenire

Sarei disonesta se mi impegnassi a descrivere la gioia che mi provoca maneggiare queste materie prime se ne ommettessi tutti gli altri stati d’animo che vi gravitano attorno. Potrei iniziare con l’empatia tra me ed il carrello della spesa, man mano che viene riempito, mentre la lista si accorcia ed i colori degli ortaggi freschi prendono la forma di una tavolozza, tra le sbarre di acciaio. Potrei parlare degli sguardi di comprensione scambiati con la commessa, ognuna di noi due ha il suo modo per evadere, dopo tutto, lei dietro a quelle sue unghie perfettamente smaltate e brillanti, io dietro a questo carrello della spesa. Mi immagino se indovinerà questa volta, quale sarà il prossimo piatto, ma forse non ha mai pensato ad indovinarlo. Vi spiegherei poi come l’empatia ritorni, nel sistemare tutti questi ingredienti in un unico piatto (o ciotola) come questa insalata.

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