Strudel di pasta fillo ripieno di mele, biscotti e pepite di cioccolato

Non devo dare retta a giudizi di persone per cui non nutro stima

Re-innamorarsi piano piano, dopo un lungo tempo di inattività, del cibo, ricominciare dalle basi, le cose semplici e amate, è stato ciò che ha caratterizzato questo strudel. Non avevo mai provato la pasta fillo prima, e non è stato amore a prima vista, come non è stato amore a prima vista quello tra lo strudel e la pasta fillo, ma nel complesso il gusto è gradevole in bocca, c’è un diverso gioco di consistenze tra la crosta croccante e l’interno umido che stimola qualcosa nel nostro sistema nervoso, e quello che ne deriva è che… non è uno strudel, ma vale la pena di essere mangiato.

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Torta di carote e miele semi-integrale

La fame spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”

Che dirvi di questa torta? Ho inseguito il sogno di un dolce con meno di 100 calorie ogni cento grammi per un’infinità di tempo, ma era uno dei miei soliti utopici viaggi nell’irreale, d’altronde la fame fa brutti scherzi, oltre che annebbiarti la vista. Però, ora che sono più assennata, ho ripreso l’idea originale della torta con carote e miele che mi ha accompagnato negli anni dell’anoressia, e ci ho aggiunto farina, uova, burro, e tutto quello che serve per sfornare una vera torta (e ovviamente non so dirvi di quante calorie sia composta, ma sicuramente molte, come ogni dolce che si rispetti). Il parere finale lo lascio a voi, a me, ha garbato un sacco

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Torta di albicocche

Dicono che se non credi nelle fate, le fate muoiano, che sia così anche con i sogni?

Devo ricominciare da qualcosa di semplice, che riempia poca la mia testa, dove la soddisfazione sia assicurata. Ho fatto dei biscotti al cioccolato l’altro giorno, buonissimi ma dall’aspetto davvero orribile e ne ho cancellate tutte le fotografie. Credo che con la prossima ricetta andrò di crostata, che non mi delude mai. Invece ora vi lascio alla torta di albicocche, una piccola grande gioia in una mattinata come questa di angosce, fede ritrovata, e rassegnazione. Ma sapete che c’è? La speranza è ancora l’ultima a morire (anche se non mi fa bene continuare a crederlo)

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New York cheesecake ai frutti di bosco

Hello darkness my old friend,
I’ve come to talk with you again
Because a vision […]
And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more […]
noone dare, disturb the sound of silence
Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows

Ultimamente non sono dell’umore, e non sono dell’umore proprio per tutto. Dicevo di essere felice per aver imparato la pazienza? Beh, non è così, non ho ancora imparato la pazienza. Adesso poi, di cosa parliamo, di felicità? Mi ritrovo a rileggere schizzi che avevo velocemente abbozzato nel mio quadernetto degli appunti durante l’ultima settimana, una settimana pessima. Con le idee sono al capolinea, è subentrata in me quella fase detta blocco dello scrittore, solo che ad essere bloccate non sono le mie parole (quelle in genere non lo sono mai, ma tocco ferro ora che l’ho detto) ma le mie fotografie, sempre uguali.

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Schiacciata dolce con marmellata di lamponi e frutta fresca

L’amore non è più come ai tempi della Disney

Una scoperta affascinante, esplosiva e frizzante, un qualcosa che era nato per essere una pizza dolce, e si è trasformato in qualcos’altro. L’impasto ha fatto tutto da solo: mi si è rivoltato tra le mani e ha preso questa forma, che va ben oltre una preparazione squallida o un’americanata (pizza dolce mi dava l’idea di pizza alla Nutella e ananas, e mi veniva la nausea nell’immaginario di avercela davanti). Invece eccola, nel suo splendore, una schiacciata che non so se si possa chiamare tale (o forse pinza?), so di sicuro cos’è, e non è una pizza dolce. Quante volte ho ripetuto pizza dolce in questo paragrafo?

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Chiocciole di pasta lievitata al pesto

Il bello dei giorni di pioggia

Mi manca, il non dar peso al giorno e al tempo, quando tutto ti sfila davanti e non c’è un orario per fare le cose, ma si fanno e basta. In una cosa sono rimasta la stessa: sono la malinconica di sempre. Nuovo obbiettivo: leggere di più, scrivere meglio, annoiarvi di meno (e fare molti, molti più lievitati).

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Apple pie

Vorrei ma non posto (ed invece posto eccome)

La monotonia mi prende e mi stritola; è stato un duro mese gennaio, come tutti i mesi dell’anno d’altronde, qualcuno aveva dubbi? Ogni giorno che passa e si sussegue cedo sempre di più alla negatività, e non trovo modo di tirarmene fuori. Credevo d’avere preso una boccata d’aria dal grigiore con questa nuova crostata, una splendida Apple pie con tanta cannella quanto piace a me (moltissima!). Mi ha dato conforto all’inizio, rimettermi all’opera, sistemare qualche foto, preparare un piccolo boomerang. Ma basta un niente, una folata, un pensiero, e torno giù. La serenità è flebile, e momentanea.

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Ciambella al cocco, con salsa allo yogurt e menta

Apocalisse 2, 17

Non è vero che penso solo in male, credo anche in bene. Penso che straordinari uomini e donne di fede esistano, ne ho incontrati e conosciuti, e se credo così tanto è solo grazie a loro. Ora, un esempio è quest’altro prete che segue tutte le coppie del corso fidanzati, e che potrei definire uno di noi. Il pacificatore che pose fine alla piccola discussione che rischiava di degenerare in un litigio con una piccola morale presa dall’Apocalisse di Giovanni. Un giorno, alla fine dei tempi forse, o alla nostra morte, Dio ci metterà in mano un sassolino bianco con scritto il nostro vero nome, e ci chiederà se durante tutta la nostra vita siamo stati degni di quel nome, e siamo rimasti, in fede, sempre e comunque noi stessi.

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Gaufre semi-integrale con zucchero di canna

Accompagnata da composta artigianale di prugne, uva sultanina bianca e pesche settembrine… o semplicemente Nutella

Così, nel susseguirsi incessante del tempo e dei fatti, nello scontrarsi e incontrarsi dei giorni, del tempo libero, delle faccende domestiche, delle ore e del lavoro, ci sono in mezzo anche queste gaufre.

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