Toast con fiori di zucca, sarde e mozzarella fiordilatte

Più facile di un toast si muore

Sempre meno cibo nelle mie fotografie, mi ripeto. E smettila, mi ripeto, ma è più forte di me. Non mi sono mai sentita trasportare dalla camera come quando scatto ritratti, una pace che il cibo non mi regala, una soddisfazione che nelle ricette e nella loro realizzazione non trovavo. Ditemi che è sbagliato, che devo tornare indietro, che questo rimane ancora un blog di ricette. Ditemelo, e vi risponderò che adoro sbagliare.

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Torta di Buon Compleanno per Giorgia

Per la torta nuziale, cioccolato, lamponi e peonie (non da mangiare, ma da ammirare)

Avevo scelto, qualche mese fa, di concentrarmi sulle torte a strati per riuscire ad ottenere (un giorno che speravo non lontano) un risultato che soddisfacesse il mio ego, il mio desiderio di perfezione, ed ovviamente il mio palato. Sono fiera di annunciare che abbiamo fatto passi indietro, con la torta di compleanno di mia nipote. Il pan di spagna era smontato, ed abbiamo aggiunto il doppio della farina per farlo stare in piedi; mamma non aveva comprato la vaniglia, ed abbiamo dovuto aromatizzare la crema al cioccolato con l’aroma arancia (urla di sgomento a non finire da parte vostra, lo so, è terribile). La panna era leggermente montata troppo, e (giusto perché mancava qualche altro intoppo) i colori dei cartoncini con cui ho creato le decorazioni erano un pugno in un occhio, nell’insieme del tutto. Sembrerebbe troppo sfacciato da parte mia, se chiedessi un piccolo applauso di incoraggiamento per la prossima torta? (Che ovviamente, sarà la prova della torta nuziale che vorrei preparare per il nostro matrimonio).

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Garganelli al forno, con polpette di carne e provola

Sogno il giudizio universale sgretolarsi e cadere in coriandoli

Non vorrei alzare un putiferio ma ho alcune nozioni divertenti da raccontare, la prima: vorrei solo per un giorno sapere cosa si prova a mangiare più di diecimila calorie al giorno; guardo quei programmi su Realtime con quelle persone gravemente ammalate di obesità e mi dico, un giorno sarò anch’io così, vorrei esserlo solo per il gusto di poter mangiare così tanto. Poi mi ricordo l’orrore che mi provoca notare i grammi salire sulla bilancia tutte le mattine, ed il digiuno giornaliero che ne segue e penso, no, anche volendolo, non riuscirei. Ho finito i giorni in cui mangiavo senza un domani, sono in parte orgogliosa di questo, del fatto di essermi lasciate alle spalle da molto tempo sia le abbuffate che il vomito. Però il conforto, quello dal cibo non me lo toglierà nessuno.

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Risotto al prosecco Valdobbiadene, con radicchio tardivo stufato al forno, salsa di caciotta veneta e noci

La teoria del colore applicata alla mantecatura del risotto

Magari le prossime saranno ricette un po’ noiose, o poco suggestive per qualcuno, ma lo sono tantissimo per me, e non potevo non iniziare questa riscoperta che da un risotto. Per il riso avevo quello che si può chiamare, il tocco magico, da che ricordo, la nostra relazione è stata fin da principio innata, lui capiva me, ed io capivo lui. Ogni tanto sento dire in qualche programma culinario che il riso è una delle pietanze più complesse da cucinare, ed io rido, certo, è complesso per chi non lo sa ascoltare, per chi non lo sa osservare. Se pensate di accendere una pentola, aggiungere brodo e lasciarlo a cuocere, avete sbagliato tutto, questo è il motivo per cui la pentola a pressione non riuscirà mai a cucinare un riso come merita, perché fare un risotto è come cucire minuziosamente un vestito addosso ad una sposa (per restare in tema, ma ancora non svelo niente).

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Torta paradiso con curd al pompelmo rosa e crema al burro alla vaniglia

Lettera ad una torta imperfetta

Non certo la tua veste migliore, tortina mia, ma devi portare pazienza, sto imparando. Magari verranno i giorni in cui la tua glassa sarà perfetta, liscia e tirata a lucido, non ci sembrerà nemmeno vero. Forse fra molti anni ci sarà un momento in cui ti erigerai diritta e fiera e non sembrerai star per ricadere su te stessa. Ti incoronerà una luce nuova e splendida che avrò imparato dal tempo e l’esperienza a darti (sai meglio di me quanto io stia cercando la luce perfetta). Potrà essere che questo giorno arriverà, oppure no, e rimarrai per sempre la mia perfetta torta imperfetta.

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Paccheri di Gragnano al forno, ripieni di gorgonzola e salsa alle noci

Meno aspettative per essere più felice

A proposito di tempo, ora basta, ferma le tue lancette, a che serve accanirsi ancora? Delle volte vorrei dirgli, perché scorri? Non capisci che non mi basterebbero 200 anni, per scoprire tutto quello che voglio scoprire, e vedere tutto quello che voglio vedere, e amare come meritano tutti quelli che voglio amare? Quindi a che serve questo lampo, questo squarcio nella storia che posso riassumere in io, non fraintendermi, sono grata, ma smetti di scorrere, almeno per qualche secondo, tanto non cambia nulla.

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Torta di castagne e ricotta

La fiaba del pozzo e della scala

Come tenere lontana la luna dalla collisione con la terra? E come tenere lontana la terra dalla collisione col sole? Con il moto perpetuo, ed è quello che questa ragazza sta provando a fare, stare lontana dalla collisione con il pozzo con il moto perpetuo. Qui stanno le fotografie, qui sta la torta di castagne e ricotta, che fa parte di un progetto che non è altro che un disperato tentativo di moto perpetuo. È dove ricomincio, dove ricomincio aggrappata a qualcosa, aggrappata a niente; ho smesso di pretendere, di sbirciare statistiche, sfogliare brochure di corsi costosissimi. Ho fatto la prima scelta femminista della mia vita (evviva me), ho posticipato il futuro, nella speranza che ne valga la pena. In caso contrario, c’è sempre il pozzo che mi aspetta, con la certezza della sua scala.

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Torta Ambrosia

Avventure e peripezie nella preparazione, assemblaggio e decorazione di una torta a strati

Quando tutto è pronto, e ciò che rimane è imbastire, inizia a sobbollire un tenue sentimento d’orgoglio, ancora troppo timido per darsi coraggio ma abbastanza agguerrito da esplodere al momento giusto, strato dopo strato, bagna dopo bagna, farcia dopo farcia. La parte più dura è quella della glassatura (una landa ancora quasi del tutto selvaggia e inesplorata per me, di cui ho persino paura a mettere piede), ma in un modo o nell’altro qualcosa si abbozza e un risultato credibile (anche se non eccezionale, ma non siamo pretenziosi) ne è l’elementare conclusione, si palesa lì davanti a me, una torta a strati che sta in piedi ed è glassata, una tela pura e spoglia su cui si può mettere le mani. Tiro un sospiro di sollievo, e dopo parte il balletto celebrativo. Sì avete letto bene, mi metto a ballare.

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Trifle di ciliegie e albicocche, con mirtilli e crema al cioccolato bianco

Con chi si ama anche fare niente, è invece fare tutto

Per il trifle ho giocato d’azzardo, ed è una ricetta che può piacere, oppure no. Non mi andava di chiamarlo tiramisù, perché del tiramisù non ha niente se non il fatto di essere a strati, e non mi va che un capolavoro trevigiano venga un po’ infangato accozzando cose una sopra l’altra, e presentandolo con il nome di tiramisù. Lo fanno già in troppi, ed io me ne tiro fuori (questo mi ricorda una piccola discussione che ho avuto a lavoro con un cliente siciliano riguardo la granita alla mandorla, ma ai prossimi articoli arriveremo anche a questo). Sentitevi liberi di scegliere la frutta a piacere, e per quanto riguarda la crema al cioccolato bianco (che fatica riuscire a formularne una versione decente e godibile!) se non vi aggrada sostituitela con della crema diplomatica, o Chantilly. Godetevi il resto di quest’estate!

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