Torta Ambrosia

Avventure e peripezie nella preparazione, assemblaggio e decorazione di una torta a strati

Quando tutto è pronto, e ciò che rimane è imbastire, inizia a sobbollire un tenue sentimento d’orgoglio, ancora troppo timido per darsi coraggio ma abbastanza agguerrito da esplodere al momento giusto, strato dopo strato, bagna dopo bagna, farcia dopo farcia. La parte più dura è quella della glassatura (una landa ancora quasi del tutto selvaggia e inesplorata per me, di cui ho persino paura a mettere piede), ma in un modo o nell’altro qualcosa si abbozza e un risultato credibile (anche se non eccezionale, ma non siamo pretenziosi) ne è l’elementare conclusione, si palesa lì davanti a me, una torta a strati che sta in piedi ed è glassata, una tela pura e spoglia su cui si può mettere le mani. Tiro un sospiro di sollievo, e dopo parte il balletto celebrativo. Sì avete letto bene, mi metto a ballare.

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Trifle di ciliegie e albicocche, con mirtilli e crema al cioccolato bianco

Con chi si ama anche fare niente, è invece fare tutto

Per il trifle ho giocato d’azzardo, ed è una ricetta che può piacere, oppure no. Non mi andava di chiamarlo tiramisù, perché del tiramisù non ha niente se non il fatto di essere a strati, e non mi va che un capolavoro trevigiano venga un po’ infangato accozzando cose una sopra l’altra, e presentandolo con il nome di tiramisù. Lo fanno già in troppi, ed io me ne tiro fuori (questo mi ricorda una piccola discussione che ho avuto a lavoro con un cliente siciliano riguardo la granita alla mandorla, ma ai prossimi articoli arriveremo anche a questo). Sentitevi liberi di scegliere la frutta a piacere, e per quanto riguarda la crema al cioccolato bianco (che fatica riuscire a formularne una versione decente e godibile!) se non vi aggrada sostituitela con della crema diplomatica, o Chantilly. Godetevi il resto di quest’estate!

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Torta di carote e miele semi-integrale

La fame spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”

Che dirvi di questa torta? Ho inseguito il sogno di un dolce con meno di 100 calorie ogni cento grammi per un’infinità di tempo, ma era uno dei miei soliti utopici viaggi nell’irreale, d’altronde la fame fa brutti scherzi, oltre che annebbiarti la vista. Però, ora che sono più assennata, ho ripreso l’idea originale della torta con carote e miele che mi ha accompagnato negli anni dell’anoressia, e ci ho aggiunto farina, uova, burro, e tutto quello che serve per sfornare una vera torta (e ovviamente non so dirvi di quante calorie sia composta, ma sicuramente molte, come ogni dolce che si rispetti). Il parere finale lo lascio a voi, a me, ha garbato un sacco

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Cheeseburger

Quanta dolcezza, quanta amarezza, quanta speranza hanno questi giorni (e che illusione)

Tra quelle cose da cui traggo insegnamento c’è il pane, ed il primo pane della mia vita, sicuramente sono i burger buns. Mi piace scoprire, con la stessa meraviglia della prima volta, come risorga il secondo impasto dopo la rottura del lievito. Ne ho sbagliato decine di impasti, spesso non volevo più saperne (rovinare una procedura è una cosa che mi ha sempre portato molta angoscia, e siccome sono una personalità complicata, questo si ripercuoteva anche nella mia vita, ed il mio umore rimaneva nero per giorni)

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New York cheesecake ai frutti di bosco

Hello darkness my old friend,
I’ve come to talk with you again
Because a vision […]
And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more […]
noone dare, disturb the sound of silence
Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows

Ultimamente non sono dell’umore, e non sono dell’umore proprio per tutto. Dicevo di essere felice per aver imparato la pazienza? Beh, non è così, non ho ancora imparato la pazienza. Adesso poi, di cosa parliamo, di felicità? Mi ritrovo a rileggere schizzi che avevo velocemente abbozzato nel mio quadernetto degli appunti durante l’ultima settimana, una settimana pessima. Con le idee sono al capolinea, è subentrata in me quella fase detta blocco dello scrittore, solo che ad essere bloccate non sono le mie parole (quelle in genere non lo sono mai, ma tocco ferro ora che l’ho detto) ma le mie fotografie, sempre uguali.

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Bis di bruschette: spugnole e burro alle erbe, fragole al timo e caprino

Due è meglio di uno

Di quello di cui mi sono stupita invece, è il gusto di queste bruschettine, che sono fatte con un pane alla crusca (fatto da me, 3 lievitazioni, una bomba, la ricetta arriverà quando riuscirò a farne delle foto decenti, vi basti sapere che l’ho messo in lievitazione appena adesso, quindi siate speranzosi) e due tipi di farciture: spugnole (le spugnole possono essere sostituite con altri funghi di stagione) e burro alle erbette, e fragole aromatizzate al timo e balsamico con caprino morbido. Una scoperta, ecco qui le ricette.

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Tagliere invernale di affettati misti con brie, carciofini, funghetti e olive

Maledetta primavera

Aspettando la primavera, gli ultimi antipasti freddi pesanti, per rifarci di questo gelo.

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Sformatino di patate, formaggio tomino e timo, nei peperoni arrostiti

ATTENZIONE! Spoiler Game of Thrones 7

Dietro a questa ricetta, sì proprio lì, tra il timo ed il tomino e quei peperoni colorati photoshoppati, ci sta tutta la mia mediocrità. Un lavoro precario, una passione altalenante, una candidosi (che Dio, perché ci hai punito in questo modo a noi donne, che abbiamo fatto?), un terribile ascesso al dente del giudizio (il secondo!), e ciliegina sulla torta, una settimana di ferie banali prenotate all’ultimo momento nell’albergo di famiglia che ci fa lo sconto perché bisogna risparmiare i soldi per sposarsi. Troppo accaldati per andare in piscina, troppo sfaticati per le camminate in montagna, troppo innamorati per non chiuderci in casa un sabato con un sole che spaccava le pietre, nel buio della nostra camera a fare l’amore. Forse l’unica cosa che funziona della mia vita è proprio questa, la mia relazione.

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Patate novelle fondenti

Piantina di aneto A rigogliosa, e sua sorella: piantina di aneto B in posizione centrale

Ho trovato (anche se forse trovato non è il termine corretto dato che ricette simili a questa con le dovute varianti se ne vedono ovunque sul web e sulle riviste) questa ricetta delle patate fondenti nel mensile di giugno del 2015 di Cucina Italiana, pag 62, ed è da allora che qualcosa mi assilla: l’aneto.

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