Paccheri di Gragnano al forno, ripieni di gorgonzola e salsa alle noci

Meno aspettative per essere più felice

A proposito di tempo, ora basta, ferma le tue lancette, a che serve accanirsi ancora? Delle volte vorrei dirgli, perché scorri? Non capisci che non mi basterebbero 200 anni, per scoprire tutto quello che voglio scoprire, e vedere tutto quello che voglio vedere, e amare come meritano tutti quelli che voglio amare? Quindi a che serve questo lampo, questo squarcio nella storia che posso riassumere in io, non fraintendermi, sono grata, ma smetti di scorrere, almeno per qualche secondo, tanto non cambia nulla.

[continua a leggere…]

Carciofi stufati con patate

È finito il nostro tempo prima ancora che ci potessimo capire

Carciofo, mi hanno detto, era simbolo di abbondanza, di stabilità economica, per questo era sulla nostra tavola, tutte le domeniche. Perché la nostra famiglia era più in vista, e non so quali mezzi voleva dimostrare (forse niente) tra tutte le altre famiglie del nostro parentado. Invitavamo sempre, tutte le domeniche, qualcuno a pranzo da noi, non si era mai soli, e tutti si stupivano di questi carciofi, di com’erano belli, e teneri, e buoni, e di quanti erano, e che fortuna, insomma: carciofi, lo sfarzo dei poveri non poveri. Una leggenda aleggia sulla bocca di mia mamma che diceva che papà non aveva mai assaggiato carciofi prima, una roba troppo ghiotta per una famiglia povera come la sua, ed era stata mia nonna (che con mio nonno facevano parte di quella borghesia terriera che adesso non esiste più) a cucinarglieli per la prima volta.

[continua a leggere…]

Trifle di ciliegie e albicocche, con mirtilli e crema al cioccolato bianco

Con chi si ama anche fare niente, è invece fare tutto

Per il trifle ho giocato d’azzardo, ed è una ricetta che può piacere, oppure no. Non mi andava di chiamarlo tiramisù, perché del tiramisù non ha niente se non il fatto di essere a strati, e non mi va che un capolavoro trevigiano venga un po’ infangato accozzando cose una sopra l’altra, e presentandolo con il nome di tiramisù. Lo fanno già in troppi, ed io me ne tiro fuori (questo mi ricorda una piccola discussione che ho avuto a lavoro con un cliente siciliano riguardo la granita alla mandorla, ma ai prossimi articoli arriveremo anche a questo). Sentitevi liberi di scegliere la frutta a piacere, e per quanto riguarda la crema al cioccolato bianco (che fatica riuscire a formularne una versione decente e godibile!) se non vi aggrada sostituitela con della crema diplomatica, o Chantilly. Godetevi il resto di quest’estate!

[continua a leggere…]

Mezzi paccheri all’amatriciana di mare

Chissà quando e chissà dove

Il sugo all’amatriciana di mare è un’altra di quelle stramberie che rincorro da qualche anno, da quando, esiliata dalla sala ristorante perché troppo insofferente con i clienti, sono stata segregata in cucina, a rimestare sughi e scolare paste, finché non ho iniziato io a crearle e mantecarle, queste paste. Il pesce (i crostacei in particolare) ha sempre fatto parte della ispirazione culinaria, perché il gusto sofisticato eppure semplice, fresco, di questo alimento mi ammaliava di continuo, ed io volevo, anzi dovevo esserne conquistata, fino a comprenderne il segreto profondo, la ricchezza salmastra e intramontabile.

[continua a leggere…]

Stufato di coniglio al Soave, salsa alle verdure e fichi neri al burro

Progetti reconditi e aspirazioni segrete di una cucina master(chef)

La storia del coniglio inizia appunto da una ricetta della prima edizione, che ho scovato, e rivisitato. Dentro c’è un po’ di Veneto, ed un po’ di cucina d’oltre oceano; ci sono le verdure di stagione (frullate e lavorate fino a diventare salsa), qualche piccolo spunto che mi porto dietro dalla scuola d’arte, e un esperimento che ho voluto fare sull’impiattamento.

[continua a leggere…]

Sformatino di patate, formaggio tomino e timo, nei peperoni arrostiti

ATTENZIONE! Spoiler Game of Thrones 7

Dietro a questa ricetta, sì proprio lì, tra il timo ed il tomino e quei peperoni colorati photoshoppati, ci sta tutta la mia mediocrità. Un lavoro precario, una passione altalenante, una candidosi (che Dio, perché ci hai punito in questo modo a noi donne, che abbiamo fatto?), un terribile ascesso al dente del giudizio (il secondo!), e ciliegina sulla torta, una settimana di ferie banali prenotate all’ultimo momento nell’albergo di famiglia che ci fa lo sconto perché bisogna risparmiare i soldi per sposarsi. Troppo accaldati per andare in piscina, troppo sfaticati per le camminate in montagna, troppo innamorati per non chiuderci in casa un sabato con un sole che spaccava le pietre, nel buio della nostra camera a fare l’amore. Forse l’unica cosa che funziona della mia vita è proprio questa, la mia relazione.

[continua a leggere…]

Patate novelle fondenti

Piantina di aneto A rigogliosa, e sua sorella: piantina di aneto B in posizione centrale

Ho trovato (anche se forse trovato non è il termine corretto dato che ricette simili a questa con le dovute varianti se ne vedono ovunque sul web e sulle riviste) questa ricetta delle patate fondenti nel mensile di giugno del 2015 di Cucina Italiana, pag 62, ed è da allora che qualcosa mi assilla: l’aneto.

[continua a leggere…]

Spiedini di gamberi al lardo e profumo di limone e rosmarino

Come un gamberetto imparò a non essere schizzinoso e tollerare il “diverso”

Il pesce ha un’origine primordiale, la vita stessa si è sviluppata nel mare sotto forma di elementari microrganismi, per questo porto avanti il pensiero di una preparazione semplice e umile, una nota complessa donatagli solo dal profumo delle spezie, così come la salsedine arricchisce le onde e la spuma.

[continua a leggere…]

Tarallini dolci al vino, speziati alla menta e anice stellato

Serate mistiche di vino e anice, inaugurando una nuova stagione di calcio

Qui invece ho voluto spingermi in un altro viaggio, un po’ più in là, lungo la via della seta, oltrepassata la vecchia Persia e la catena dell’Himalaya, dove l’odore delle foreste è invece pesante, pieno, e pungente. Poi come ho adattato l’anice stellato ai nostri italianissimi tarallini non lo so, spesso queste cose non hanno un motivo, accadono e basta, come anche la scelta di infornarli senza la tradizionale passata nell’acqua bollente.

[continua a leggere…]