Garganelli al forno, con polpette di carne e provola

Sogno il giudizio universale sgretolarsi e cadere in coriandoli

Non vorrei alzare un putiferio ma ho alcune nozioni divertenti da raccontare, la prima: vorrei solo per un giorno sapere cosa si prova a mangiare più di diecimila calorie al giorno; guardo quei programmi su Realtime con quelle persone gravemente ammalate di obesità e mi dico, un giorno sarò anch’io così, vorrei esserlo solo per il gusto di poter mangiare così tanto. Poi mi ricordo l’orrore che mi provoca notare i grammi salire sulla bilancia tutte le mattine, ed il digiuno giornaliero che ne segue e penso, no, anche volendolo, non riuscirei. Ho finito i giorni in cui mangiavo senza un domani, sono in parte orgogliosa di questo, del fatto di essermi lasciate alle spalle da molto tempo sia le abbuffate che il vomito. Però il conforto, quello dal cibo non me lo toglierà nessuno.

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Risotto al prosecco Valdobbiadene, con radicchio tardivo stufato al forno, salsa di caciotta veneta e noci

La teoria del colore applicata alla mantecatura del risotto

Magari le prossime saranno ricette un po’ noiose, o poco suggestive per qualcuno, ma lo sono tantissimo per me, e non potevo non iniziare questa riscoperta che da un risotto. Per il riso avevo quello che si può chiamare, il tocco magico, da che ricordo, la nostra relazione è stata fin da principio innata, lui capiva me, ed io capivo lui. Ogni tanto sento dire in qualche programma culinario che il riso è una delle pietanze più complesse da cucinare, ed io rido, certo, è complesso per chi non lo sa ascoltare, per chi non lo sa osservare. Se pensate di accendere una pentola, aggiungere brodo e lasciarlo a cuocere, avete sbagliato tutto, questo è il motivo per cui la pentola a pressione non riuscirà mai a cucinare un riso come merita, perché fare un risotto è come cucire minuziosamente un vestito addosso ad una sposa (per restare in tema, ma ancora non svelo niente).

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Paccheri di Gragnano al forno, ripieni di gorgonzola e salsa alle noci

Meno aspettative per essere più felice

A proposito di tempo, ora basta, ferma le tue lancette, a che serve accanirsi ancora? Delle volte vorrei dirgli, perché scorri? Non capisci che non mi basterebbero 200 anni, per scoprire tutto quello che voglio scoprire, e vedere tutto quello che voglio vedere, e amare come meritano tutti quelli che voglio amare? Quindi a che serve questo lampo, questo squarcio nella storia che posso riassumere in io, non fraintendermi, sono grata, ma smetti di scorrere, almeno per qualche secondo, tanto non cambia nulla.

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Crema bicolore di peperoni

Siccome nulla si distrugge e tutto si trasforma, anche il blog cambia

Vi piacciono i peperoni? Devo cambiare argomento, altrimenti posso continuare all’infinito, non sono fatta per gli standard, rimango pur sempre un’artista. Io li ho riscoperti con la dieta, perché riempiono tantissimo ed hanno poche calorie. La ricetta che segue non è del tutto mia, ma è presa da un numero della Cucina Italiana (in cui c’ho giustamente messo le mani, come su tutto).

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Mezzi paccheri all’amatriciana di mare

Chissà quando e chissà dove

Il sugo all’amatriciana di mare è un’altra di quelle stramberie che rincorro da qualche anno, da quando, esiliata dalla sala ristorante perché troppo insofferente con i clienti, sono stata segregata in cucina, a rimestare sughi e scolare paste, finché non ho iniziato io a crearle e mantecarle, queste paste. Il pesce (i crostacei in particolare) ha sempre fatto parte della ispirazione culinaria, perché il gusto sofisticato eppure semplice, fresco, di questo alimento mi ammaliava di continuo, ed io volevo, anzi dovevo esserne conquistata, fino a comprenderne il segreto profondo, la ricchezza salmastra e intramontabile.

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Maccheroncini all’uovo con vongole, zucchine e fiori di zucchine

Amate il cibo, e quello vi amerà

Dei maccheroncini alle vongole con zucchine ho da dire (parlo sempre meno di cibo, sempre più di emozioni, ma il cibo è anche questo giusto?): scegliete una buona pasta fresca fatta in casa, la mia era eccezionale perché della mia mamma e del mio papà; optate per delle zucchine piccole e belle sode; fate delle cotture separate, quindi non cucinate zucchine e vongole insieme, i sapori risalteranno (ultimamente mi sto dimostrando sempre di più un’amante delle cotture separate, tanto che riprodurre la mia indimenticabile paella inizia a procurarmi qualche noia di preoccupazione). Il risultato finale in bocca, è un’esplosione dolce, salmastra, intensa che rimane a lungo impressa nei ricordi del palato. Amate il cibo, e quello vi amerà.

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Crema di carote e porri, con olio aromatizzato al rosmarino

Eureka!

C’erano queste carote e queste verdure a volontà, che mi erano rimaste dalla ricetta del coniglio al vino bianco. Ed io che non riuscivo a lasciarle appassire in frigorifero priva di rimorso, ne ho fatto una crema; e come folgorata da un’intuizione logica ho frullato insieme olio d’oliva e rosmarino, in un’emulsione con cui ho arricchito questo semplice pranzo di tardo pomeriggio.

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Spaghetti alla mediterranea con gamberi

Padre perdona questa tua figlia che ha molto peccato, perché ha comprato questi gamberi nel mese di ferma della pesca

Bene, premesso questo, partiamo con ordine. A cosa mi servivano i gamberi? Ma a condire una pasta, naturalmente! E che pasta! Una spaghettata piccante agli aromi del mediterraneo che avevo già avuto l’ardire di preparare, assaggiare, fotografare, e postare con esiti purtroppo insoddisfacenti (si sa che sono molto negativa nel giudicare la mia fotografia). Non volendo darmi per vinta (perché questo piatto di spaghetti l’ho amato come ho amato pochi altri piatti di spaghetti in vita mia) e volendo ri-rendergli giustizia, ripresentarlo ora che mi ritrovo alle spalle qualche esperienza in più su scatti, design della mise en place, luce ed esposizione, mi sembrava una buona idea.

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Crocchette di risotto avanzato farcite con speck e asiago

Se non mi usi tu, chi mi usa più? L’avanzo che inevitabilmente avanza

E’ stata una di queste mattinate, mentre mi lambiccolavo (?) cerebralmente pensando a come avrei potuto riutilizzare un piatto colmo di risotto al radicchio rosso avanzato dalla sera prima in frigorifero (quel famoso risotto che sulla mia pagina Facebook avevo pubblicato qualche settimana fa), che mi è frullata per la testa l’idea di una crocchetta di riso, che non si ispira né ad un arancino né ad un supplì, ma vuole solo essere un modo -e pure abbastanza frettoloso- di raccattare gli avanzi senza per forza gettarli nella pattumiera. E qui c’è la ricetta.

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