Crema di asparagi con salsa alle mandorle e briciole di pane tostato

Dammi la mano bambino e vieni nel bosco, no che non sono un estraneo, io ti conosco

Sono in una bolla e non voglio uscirne, ci sono entrata con difficoltà, sto bene qui e scoprire quello che c’è fuori (sarà un pensiero meschino, eppure) non mi interessa. Sto bene, sono felice, sono finalmente al sicuro. Se c’è qualcosa che mi ha portato questo 2019 è la certezza di essere al sicuro, qualcosa che non sapevo di volere, che non sapevo nemmeno mi mancasse. Ora so che i mostri sono morti (anche se sono morti molti anni fa), è finita, ci sono e ci saranno altri mostri, ma non questi. Se ci penso, piango, anche ora, in questo momento e su questa tastiera. Piango perché mi è stato rubato qualcosa, e non lo sopporto, e non incolpo nessuno (non lo faccio più), ma non lo sopporto. Piango di rabbia, per una bambina che era felice, un’adolescente in declino, una giovane donna distrutta, ed io sono quello che resta. Però, ehi, va tutto bene, mi sposo in agosto l’uomo fatto apposta per me, e sono felice.

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Risotto al prosecco Valdobbiadene, con radicchio tardivo stufato al forno, salsa di caciotta veneta e noci

La teoria del colore applicata alla mantecatura del risotto

Magari le prossime saranno ricette un po’ noiose, o poco suggestive per qualcuno, ma lo sono tantissimo per me, e non potevo non iniziare questa riscoperta che da un risotto. Per il riso avevo quello che si può chiamare, il tocco magico, da che ricordo, la nostra relazione è stata fin da principio innata, lui capiva me, ed io capivo lui. Ogni tanto sento dire in qualche programma culinario che il riso è una delle pietanze più complesse da cucinare, ed io rido, certo, è complesso per chi non lo sa ascoltare, per chi non lo sa osservare. Se pensate di accendere una pentola, aggiungere brodo e lasciarlo a cuocere, avete sbagliato tutto, questo è il motivo per cui la pentola a pressione non riuscirà mai a cucinare un riso come merita, perché fare un risotto è come cucire minuziosamente un vestito addosso ad una sposa (per restare in tema, ma ancora non svelo niente).

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Caprese di cioccolato con pistacchi, lamponi freschi e ganache montata

Imparar puoi tante cose dai fiori, cantavano le viole nei sogni di Alice

Andiamo al sodo, vi lascio la ricetta della torta caprese con granella di pistacchi, copertura liquida di ganache, lamponi freschi e ganache montata. Ho litigato con la ganache montata, ma c’è qualcosa con cui non litigo ogni volta? Nonostante gli intoppi insomma, finora è la torta meglio riuscita (esteticamente intendo) del mio repertorio, tanto che finita, ho mandato un messaggio sul gruppo di famiglia con tanto di foto, e commento Knam spostati. Anche se so che Knam non si sposterà mai.

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Crostatine alla crema diplomatica e lamponi

Vorrei fare una torta dietro l’altra, finché non sopraggiunge la perfezione

Andiamo al sodo del post, forse avrete pensato che abbia sbagliato ricetta perché direte, che c’entrano una torta e del frosting con le crostatine alla crema e lamponi? Un tubo, ma ho appena sfornato questa torta e presa dall’ansia pazzesca di aver sbagliato uno dei passaggi per realizzarla mi sono attaccata al pc, per non pensare, o meglio, per scrivere al posto di pensare, e scrivendo mi è venuto in mente che forse è il caso di pubblicare una nuova ricetta, prima che quest’estate finisca, prima che non sia più tempo di lamponi (cavolo, lo so, è già tardi).

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Trifle di ciliegie e albicocche, con mirtilli e crema al cioccolato bianco

Con chi si ama anche fare niente, è invece fare tutto

Per il trifle ho giocato d’azzardo, ed è una ricetta che può piacere, oppure no. Non mi andava di chiamarlo tiramisù, perché del tiramisù non ha niente se non il fatto di essere a strati, e non mi va che un capolavoro trevigiano venga un po’ infangato accozzando cose una sopra l’altra, e presentandolo con il nome di tiramisù. Lo fanno già in troppi, ed io me ne tiro fuori (questo mi ricorda una piccola discussione che ho avuto a lavoro con un cliente siciliano riguardo la granita alla mandorla, ma ai prossimi articoli arriveremo anche a questo). Sentitevi liberi di scegliere la frutta a piacere, e per quanto riguarda la crema al cioccolato bianco (che fatica riuscire a formularne una versione decente e godibile!) se non vi aggrada sostituitela con della crema diplomatica, o Chantilly. Godetevi il resto di quest’estate!

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Mezzi paccheri all’amatriciana di mare

Chissà quando e chissà dove

Il sugo all’amatriciana di mare è un’altra di quelle stramberie che rincorro da qualche anno, da quando, esiliata dalla sala ristorante perché troppo insofferente con i clienti, sono stata segregata in cucina, a rimestare sughi e scolare paste, finché non ho iniziato io a crearle e mantecarle, queste paste. Il pesce (i crostacei in particolare) ha sempre fatto parte della ispirazione culinaria, perché il gusto sofisticato eppure semplice, fresco, di questo alimento mi ammaliava di continuo, ed io volevo, anzi dovevo esserne conquistata, fino a comprenderne il segreto profondo, la ricchezza salmastra e intramontabile.

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Bruschette di pane alla crusca con gamberi scottati, su pesto di zucchine e basilico

Questa mattina urge un caffè, oppure due

Finiamo sempre per parlare poco o niente della ricetta effettiva in questo diario, che ci devo fare? Qualche pagina indietro avevo accennato al pane alla crusca, una ricetta davvero valida in un libro di panificazione professionale che ha comprato mio fratello. Beh ormai l’avete capita la mia speranza no? Non biasimatemi se delle volte ometto questa o quella ricetta, il mio desiderio un giorno, è che chiunque possa provare il mio cibo, venendomi semplicemente a trovare al mio locale. Per stupire amici e parenti con queste bruschette, sarà perfetto un pane alla crusca o integrale comprato nella vostra panetteria di fiducia. P.S. Con gli stessi ingredienti avanzati (pesto di zucchine e basilico e gamberi scottati) ho fatto uno spaghetto al dente la sera che era da leccarsi i baffi (e Jon ha molto apprezzato, raro!).

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Brownies fondenti al Grand Marnier

Fate l’amore non fate la guerra, anche con voi stessi

E da un po’ quindi che mi sento di aver fatto pace con me stessa, che le cose incomplete mi pesano meno, do più spazio alle priorità e meno all’ordine e devo dire: la cosa funziona. È per questo che lavoro meglio al blog, non sono più bloccata da ricette che metto in ordine di esecuzione, alcune delle quali impossibili per me da realizzare in un breve lasso di tempo (o perché mi manca il materiale, o non conosco la tecnica). Salto, vado avanti, e mi sono messa un altro puntiglio di cui sono orgogliosa: non fare cose che non vuoi fare, e che non ti piacciono. Basta ricette che odio, solo cose che vengono dall’anima, preparazioni che amo fare e fotografare e per questo so che verranno perfette, come i brownies al Grand Marnier, che hanno incantato tutti.

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Brownies al cioccolato fondente

Apriamo il televoto: McVitie’s o di nuovo cioccolato?

Ora la domanda è questa: cedere all’intelletto e preparare questi frollini integrali (che poi, datemi un consiglio: ha senso perdere tempo ed energie per rifare qualcosa che comprato confezionato è già così buono di suo?) oppure dare retta al cuore e accontentare il mio Jonny caro con qualcosa di goloso e cioccolatoso? Se vi va aspetto con piacere un parere nei commenti. Per il momento vi lascio con la ricetta dei miei brownies, e me ne torno al mio dolce far niente. (Come dice Cannavacciuolo) addios.

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