Torta Ambrosia

Avventure e peripezie nella preparazione, assemblaggio e decorazione di una torta a strati

Quando tutto è pronto, e ciò che rimane è imbastire, inizia a sobbollire un tenue sentimento d’orgoglio, ancora troppo timido per darsi coraggio ma abbastanza agguerrito da esplodere al momento giusto, strato dopo strato, bagna dopo bagna, farcia dopo farcia. La parte più dura è quella della glassatura (una landa ancora quasi del tutto selvaggia e inesplorata per me, di cui ho persino paura a mettere piede), ma in un modo o nell’altro qualcosa si abbozza e un risultato credibile (anche se non eccezionale, ma non siamo pretenziosi) ne è l’elementare conclusione, si palesa lì davanti a me, una torta a strati che sta in piedi ed è glassata, una tela pura e spoglia su cui si può mettere le mani. Tiro un sospiro di sollievo, e dopo parte il balletto celebrativo. Sì avete letto bene, mi metto a ballare.

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Strudel di pasta fillo ripieno di mele, biscotti e pepite di cioccolato

Non devo dare retta a giudizi di persone per cui non nutro stima

Re-innamorarsi piano piano, dopo un lungo tempo di inattività, del cibo, ricominciare dalle basi, le cose semplici e amate, è stato ciò che ha caratterizzato questo strudel. Non avevo mai provato la pasta fillo prima, e non è stato amore a prima vista, come non è stato amore a prima vista quello tra lo strudel e la pasta fillo, ma nel complesso il gusto è gradevole in bocca, c’è un diverso gioco di consistenze tra la crosta croccante e l’interno umido che stimola qualcosa nel nostro sistema nervoso, e quello che ne deriva è che… non è uno strudel, ma vale la pena di essere mangiato.

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Crema bicolore di peperoni

Siccome nulla si distrugge e tutto si trasforma, anche il blog cambia

Vi piacciono i peperoni? Devo cambiare argomento, altrimenti posso continuare all’infinito, non sono fatta per gli standard, rimango pur sempre un’artista. Io li ho riscoperti con la dieta, perché riempiono tantissimo ed hanno poche calorie. La ricetta che segue non è del tutto mia, ma è presa da un numero della Cucina Italiana (in cui c’ho giustamente messo le mani, come su tutto).

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Crostatine alla crema diplomatica e lamponi

Vorrei fare una torta dietro l’altra, finché non sopraggiunge la perfezione

Andiamo al sodo del post, forse avrete pensato che abbia sbagliato ricetta perché direte, che c’entrano una torta e del frosting con le crostatine alla crema e lamponi? Un tubo, ma ho appena sfornato questa torta e presa dall’ansia pazzesca di aver sbagliato uno dei passaggi per realizzarla mi sono attaccata al pc, per non pensare, o meglio, per scrivere al posto di pensare, e scrivendo mi è venuto in mente che forse è il caso di pubblicare una nuova ricetta, prima che quest’estate finisca, prima che non sia più tempo di lamponi (cavolo, lo so, è già tardi).

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Burger di tonno fresco con salsa verde, di Jamie Oliver

Questo ovviamente perché, “l’essenziale è invisibile agli occhi”

Eccoci a quello che definisco il tuna burger, come avrete ormai sospettato, i burgers fanno parte di me. È la mia cucina che vola verso i gusti e gli appetiti di Jon, ciò che gli piace, e ciò che non gli piace. I bugers gli piacciono assai, per la cronaca, se non s’era capito (questa ricetta un po’ meno, tanto per cambiare, ma il mio tono è scherzoso, rido nel mentre che ve lo racconto). Quanto vorrei che la ricetta fosse mia! Ma non lo è, non quella del fish burger almeno (quella del burger bun invece è sempre mia, ed è sempre segreta), è di Jamie Oliver e trovate l’originale a questo link. Se vi piacciono i sapori leggermente speziati e delicati, agrumati e intensi, questo burger di tonno è quello che fa al caso vostro, io, così speziato, l’ho adorato (ma c’è qualcosa che non mi piace mangiare a questo mondo? Ah sì, la liquirizia, ah no, ora nemmeno quella).

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Trifle di ciliegie e albicocche, con mirtilli e crema al cioccolato bianco

Con chi si ama anche fare niente, è invece fare tutto

Per il trifle ho giocato d’azzardo, ed è una ricetta che può piacere, oppure no. Non mi andava di chiamarlo tiramisù, perché del tiramisù non ha niente se non il fatto di essere a strati, e non mi va che un capolavoro trevigiano venga un po’ infangato accozzando cose una sopra l’altra, e presentandolo con il nome di tiramisù. Lo fanno già in troppi, ed io me ne tiro fuori (questo mi ricorda una piccola discussione che ho avuto a lavoro con un cliente siciliano riguardo la granita alla mandorla, ma ai prossimi articoli arriveremo anche a questo). Sentitevi liberi di scegliere la frutta a piacere, e per quanto riguarda la crema al cioccolato bianco (che fatica riuscire a formularne una versione decente e godibile!) se non vi aggrada sostituitela con della crema diplomatica, o Chantilly. Godetevi il resto di quest’estate!

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Mezzi paccheri all’amatriciana di mare

Chissà quando e chissà dove

Il sugo all’amatriciana di mare è un’altra di quelle stramberie che rincorro da qualche anno, da quando, esiliata dalla sala ristorante perché troppo insofferente con i clienti, sono stata segregata in cucina, a rimestare sughi e scolare paste, finché non ho iniziato io a crearle e mantecarle, queste paste. Il pesce (i crostacei in particolare) ha sempre fatto parte della ispirazione culinaria, perché il gusto sofisticato eppure semplice, fresco, di questo alimento mi ammaliava di continuo, ed io volevo, anzi dovevo esserne conquistata, fino a comprenderne il segreto profondo, la ricchezza salmastra e intramontabile.

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Bruschette di pane alla crusca con gamberi scottati, su pesto di zucchine e basilico

Questa mattina urge un caffè, oppure due

Finiamo sempre per parlare poco o niente della ricetta effettiva in questo diario, che ci devo fare? Qualche pagina indietro avevo accennato al pane alla crusca, una ricetta davvero valida in un libro di panificazione professionale che ha comprato mio fratello. Beh ormai l’avete capita la mia speranza no? Non biasimatemi se delle volte ometto questa o quella ricetta, il mio desiderio un giorno, è che chiunque possa provare il mio cibo, venendomi semplicemente a trovare al mio locale. Per stupire amici e parenti con queste bruschette, sarà perfetto un pane alla crusca o integrale comprato nella vostra panetteria di fiducia. P.S. Con gli stessi ingredienti avanzati (pesto di zucchine e basilico e gamberi scottati) ho fatto uno spaghetto al dente la sera che era da leccarsi i baffi (e Jon ha molto apprezzato, raro!).

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Maccheroncini all’uovo con vongole, zucchine e fiori di zucchine

Amate il cibo, e quello vi amerà

Dei maccheroncini alle vongole con zucchine ho da dire (parlo sempre meno di cibo, sempre più di emozioni, ma il cibo è anche questo giusto?): scegliete una buona pasta fresca fatta in casa, la mia era eccezionale perché della mia mamma e del mio papà; optate per delle zucchine piccole e belle sode; fate delle cotture separate, quindi non cucinate zucchine e vongole insieme, i sapori risalteranno (ultimamente mi sto dimostrando sempre di più un’amante delle cotture separate, tanto che riprodurre la mia indimenticabile paella inizia a procurarmi qualche noia di preoccupazione). Il risultato finale in bocca, è un’esplosione dolce, salmastra, intensa che rimane a lungo impressa nei ricordi del palato. Amate il cibo, e quello vi amerà.

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