Fragole al vino rosso dolce

Jon e la peonia, come se a scattare l’istantanea fossero stati i miei occhi innamorati

Se penso alla fragola, penso alla dolcezza di un bacio, un sorso di vino rosso dolce che si mischia al profumo fresco e aromatico della scorza del limone, dentro una ciotola di fragole macerate con lo zucchero. È il caso di dire, il tuo bacio è come una fragola.

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Crema di asparagi con salsa alle mandorle e briciole di pane tostato

Dammi la mano bambino e vieni nel bosco, no che non sono un estraneo, io ti conosco

Sono in una bolla e non voglio uscirne, ci sono entrata con difficoltà, sto bene qui e scoprire quello che c’è fuori (sarà un pensiero meschino, eppure) non mi interessa. Sto bene, sono felice, sono finalmente al sicuro. Se c’è qualcosa che mi ha portato questo 2019 è la certezza di essere al sicuro, qualcosa che non sapevo di volere, che non sapevo nemmeno mi mancasse. Ora so che i mostri sono morti (anche se sono morti molti anni fa), è finita, ci sono e ci saranno altri mostri, ma non questi. Se ci penso, piango, anche ora, in questo momento e su questa tastiera. Piango perché mi è stato rubato qualcosa, e non lo sopporto, e non incolpo nessuno (non lo faccio più), ma non lo sopporto. Piango di rabbia, per una bambina che era felice, un’adolescente in declino, una giovane donna distrutta, ed io sono quello che resta. Però, ehi, va tutto bene, mi sposo in agosto l’uomo fatto apposta per me, e sono felice.

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Insalata di radicchio, cavolfiore e topinambur, con arance e arachidi

Tornerai e ti avrò davanti, spero solo di non svenire

Sarei disonesta se mi impegnassi a descrivere la gioia che mi provoca maneggiare queste materie prime se ne ommettessi tutti gli altri stati d’animo che vi gravitano attorno. Potrei iniziare con l’empatia tra me ed il carrello della spesa, man mano che viene riempito, mentre la lista si accorcia ed i colori degli ortaggi freschi prendono la forma di una tavolozza, tra le sbarre di acciaio. Potrei parlare degli sguardi di comprensione scambiati con la commessa, ognuna di noi due ha il suo modo per evadere, dopo tutto, lei dietro a quelle sue unghie perfettamente smaltate e brillanti, io dietro a questo carrello della spesa. Mi immagino se indovinerà questa volta, quale sarà il prossimo piatto, ma forse non ha mai pensato ad indovinarlo. Vi spiegherei poi come l’empatia ritorni, nel sistemare tutti questi ingredienti in un unico piatto (o ciotola) come questa insalata.

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Carciofi stufati con patate

È finito il nostro tempo prima ancora che ci potessimo capire

Carciofo, mi hanno detto, era simbolo di abbondanza, di stabilità economica, per questo era sulla nostra tavola, tutte le domeniche. Perché la nostra famiglia era più in vista, e non so quali mezzi voleva dimostrare (forse niente) tra tutte le altre famiglie del nostro parentado. Invitavamo sempre, tutte le domeniche, qualcuno a pranzo da noi, non si era mai soli, e tutti si stupivano di questi carciofi, di com’erano belli, e teneri, e buoni, e di quanti erano, e che fortuna, insomma: carciofi, lo sfarzo dei poveri non poveri. Una leggenda aleggia sulla bocca di mia mamma che diceva che papà non aveva mai assaggiato carciofi prima, una roba troppo ghiotta per una famiglia povera come la sua, ed era stata mia nonna (che con mio nonno facevano parte di quella borghesia terriera che adesso non esiste più) a cucinarglieli per la prima volta.

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Crema bicolore di peperoni

Siccome nulla si distrugge e tutto si trasforma, anche il blog cambia

Vi piacciono i peperoni? Devo cambiare argomento, altrimenti posso continuare all’infinito, non sono fatta per gli standard, rimango pur sempre un’artista. Io li ho riscoperti con la dieta, perché riempiono tantissimo ed hanno poche calorie. La ricetta che segue non è del tutto mia, ma è presa da un numero della Cucina Italiana (in cui c’ho giustamente messo le mani, come su tutto).

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Crema di carote e porri, con olio aromatizzato al rosmarino

Eureka!

C’erano queste carote e queste verdure a volontà, che mi erano rimaste dalla ricetta del coniglio al vino bianco. Ed io che non riuscivo a lasciarle appassire in frigorifero priva di rimorso, ne ho fatto una crema; e come folgorata da un’intuizione logica ho frullato insieme olio d’oliva e rosmarino, in un’emulsione con cui ho arricchito questo semplice pranzo di tardo pomeriggio.

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Sformatino di patate, formaggio tomino e timo, nei peperoni arrostiti

ATTENZIONE! Spoiler Game of Thrones 7

Dietro a questa ricetta, sì proprio lì, tra il timo ed il tomino e quei peperoni colorati photoshoppati, ci sta tutta la mia mediocrità. Un lavoro precario, una passione altalenante, una candidosi (che Dio, perché ci hai punito in questo modo a noi donne, che abbiamo fatto?), un terribile ascesso al dente del giudizio (il secondo!), e ciliegina sulla torta, una settimana di ferie banali prenotate all’ultimo momento nell’albergo di famiglia che ci fa lo sconto perché bisogna risparmiare i soldi per sposarsi. Troppo accaldati per andare in piscina, troppo sfaticati per le camminate in montagna, troppo innamorati per non chiuderci in casa un sabato con un sole che spaccava le pietre, nel buio della nostra camera a fare l’amore. Forse l’unica cosa che funziona della mia vita è proprio questa, la mia relazione.

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Patate novelle fondenti

Piantina di aneto A rigogliosa, e sua sorella: piantina di aneto B in posizione centrale

Ho trovato (anche se forse trovato non è il termine corretto dato che ricette simili a questa con le dovute varianti se ne vedono ovunque sul web e sulle riviste) questa ricetta delle patate fondenti nel mensile di giugno del 2015 di Cucina Italiana, pag 62, ed è da allora che qualcosa mi assilla: l’aneto.

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Torta salata di spinaci con salsa al taleggio

Un tran tran di vita quotidiana

E’ strano addormentarsi insieme, ed è strano svegliarsi insieme tutti i giorni, dover guardare quelle cose come la lavatrice, spolverare il mobile in ingresso, ricordarsi i giorni per portar fuori la spazzatura. E’ bello fare da mangiare insieme, e non pensate a chissà cosa.

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