Crema al mascarpone

Quando piove i fiori chiudono le loro corolle per il freddo o la paura?

Con questa crema al mascarpone mi sono divertita come non facevo da un pezzetto, sicuramente sollevata dall’angoscia di dover finire in fretta e furia prima che la luce del sole svanisca, ora che le giornate si sono molto allungate. Però devo confessare un peccato (e non intendo fare ammenda di questo, sono colpevole e ne vado fiera): sono una di quelle che taglia il mascarpone con la panna montata, non perché la crema sia meno calorica, ma perché sia più fluffosa all’assaggio, si sciolga in bocca come un fiocco di neve si scioglie sulla punta della lingua.

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Torta salata di spinaci con salsa al taleggio

Un tran tran di vita quotidiana

E’ strano addormentarsi insieme, ed è strano svegliarsi insieme tutti i giorni, dover guardare quelle cose come la lavatrice, spolverare il mobile in ingresso, ricordarsi i giorni per portar fuori la spazzatura. E’ bello fare da mangiare insieme, e non pensate a chissà cosa.

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Pane semplice

La ragazza del pane

Agitò le mani e qualcosa accadde, il pane iniziò a sfrigolare finché dalla sua crosta non sbuffò un piccolo alito di fumo e qualcosa esplose. Un odore fine e croccante, fresco e pieno si sparse per la casa, il paese, la valle, fin oltre la montagna, come aveva detto la fata. Tutti i nasi della gente nelle campagne e nelle strade si alzarono al cielo, e chiunque annusò il profumo del pane divenne felice.

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Vatel e la crema Chantilly

Madame, vi diranno che è stato il fallimento del banchetto, ma tra il breve aprirsi e richiudersi del vostro cuore ho capito di non essere il signore dei festeggiamenti ma il loro schiavo. Possiate fuggire anche voi, ma per una via migliore. La vostra casa è al sud mi pare, se è vero, ricordate che c’è un luogo non lontano nel Vaucluse dove piantano i ciliegi tra le vigne, il sapore delle ciliegie si sente nel vino

Perché si potrebbe dire che la pasta al pomodoro è solo pasta al pomodoro, ma ogni italiano che si rispetti sa che non è così, che c’è salsa e salsa, e pasta e pasta. E anche per questa ricetta di questo francese così pignolo, è così.

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Schiacciata di patate dolce all’uva e miele, e profumo di rosmarino

Risorgere dalle ceneri come l’araba fenice

Questa schiacciata all’uva è una ricetta creata e scattata l’anno scorso, di cui mi ritrovo frettolosamente a ricavarne la ricetta tra gli appunti, un po’ incerta su alcuni dosaggi. Sono cambiate tante cose, come mi ritrovo a ripetere sempre, forse perché sono proprio le cose intorno a noi che cambiano di continuo. Mi vedo evolvere di anno in anno e riconoscermi in modi diversi, è una bella cosa anche se difficile da osservare accadere, e accettare e basta.

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Cheesecake gelato con frutti rossi

L’ultima torta dell’estate, e rimpiango già la primavera

Lei c’è, vive, esiste. Questa torta intendo, il fantasma di molte altre che credevo avere il tempo di fare e non ho avuto. Il discorso è questo: quando inizio qualcosa, mi ci immergo del tutto, ed è sempre lo stesso errore. Ora sono in balia della casa nuova, del nuovo lavoro, e di una parte del mio carattere che credevo sepolta e che invece vedo, con mia grande sorpresa, rinascere ancora. Mi sto riscoprendo l’imprenditrice spavalda di una volta, anche se l’impresa non c’è più.

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Crocchette di risotto avanzato farcite con speck e asiago

Se non mi usi tu, chi mi usa più? L’avanzo che inevitabilmente avanza

E’ stata una di queste mattinate, mentre mi lambiccolavo (?) cerebralmente pensando a come avrei potuto riutilizzare un piatto colmo di risotto al radicchio rosso avanzato dalla sera prima in frigorifero (quel famoso risotto che sulla mia pagina Facebook avevo pubblicato qualche settimana fa), che mi è frullata per la testa l’idea di una crocchetta di riso, che non si ispira né ad un arancino né ad un supplì, ma vuole solo essere un modo -e pure abbastanza frettoloso- di raccattare gli avanzi senza per forza gettarli nella pattumiera. E qui c’è la ricetta.

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Baci perugina mug cake

A prova di imbranato

Voglio mostrarvi una cosa, è una ricetta a prova di imbranato (nel senso buono del termine). Un dolce di conforto che possiamo realizzare quando ne sentiamo il bisogno, per esprimere un sentimento, una gioia, o chiedere scusa. Perché spesso le parole non bastano, e niente parla più delle buone cose, come una tortina in tazza semplicissima, al doppio cioccolato, con il sapore dei Baci Perugina.

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Cioccolato, tutto quello che non sapevamo

Questo <oro nero, cibo degli dei, accompagna le nostre vite da sempre, spesso ormai catalogato come bene primario, di semplice reperibilità: nascosto nell’ultima anta in cima alla credenza, dentro la ciotola di caramelle della nonna, nei biscotti della zia, durante le felici abbuffate di Pasqua, Natale o Epifania. Conservato per quelle giornate cupe, quando l’umore pessimo sembra avere la meglio su qualsiasi cosa bella, ed un cioccolatino messo in bocca e sciolto sulla punta della lingua può riuscire a strapparci un sorriso di piacere. Ma cosa nasconde, cos’è, e da dove viene, questo cioccolato di cui tutti conosciamo il sapore? Ai temerari che sono giunti fino a questo punto, nella lettura di quest’articolo, confesso solo: ecco, tutte le cose che non sapevate del cacao, Teobroma cacao (da cui deriva il nostro amato cioccolato), le troverete qui.

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Pasta frolla

Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare tutto ci vuole amore

Uno degli impasti che fin da piccoli accompagna la maggioranza di noi, è la pasta frolla, una ricetta semplicissima ma non troppo, divertente per via dei suoi milioni di utilizzi, e profumata. Devo essere sincera con voi, non ho ricordi della frolla nella mia infanzia. Ricordo un’enormità di torte, plumcake, tiramisù, torte di pane (quella da noi chiamata putana, una prerogativa della mia nonna), pizzette tonde e morbide, ed altro, ma mai biscotti (che non fossero cantucci). E devo a questa assenza il mio amore sconfinato per i frollini, la loro semplicità e burrosità, nella mia ricerca adolescenziale di nuovi sapori e nuove scoperte culinarie, la frolla non mi ha mai deluso (come hanno invece sempre fatto le torte a strati, il mio grande terrore!).

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