Burger di tonno fresco con salsa verde, di Jamie Oliver

Questo ovviamente perché, “l’essenziale è invisibile agli occhi”

Eccoci a quello che definisco il tuna burger, come avrete ormai sospettato, i burgers fanno parte di me. È la mia cucina che vola verso i gusti e gli appetiti di Jon, ciò che gli piace, e ciò che non gli piace. I bugers gli piacciono assai, per la cronaca, se non s’era capito (questa ricetta un po’ meno, tanto per cambiare, ma il mio tono è scherzoso, rido nel mentre che ve lo racconto). Quanto vorrei che la ricetta fosse mia! Ma non lo è, non quella del fish burger almeno (quella del burger bun invece è sempre mia, ed è sempre segreta), è di Jamie Oliver e trovate l’originale a questo link. Se vi piacciono i sapori leggermente speziati e delicati, agrumati e intensi, questo burger di tonno è quello che fa al caso vostro, io, così speziato, l’ho adorato (ma c’è qualcosa che non mi piace mangiare a questo mondo? Ah sì, la liquirizia, ah no, ora nemmeno quella).

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Ciambella al cocco, con salsa allo yogurt e menta

Apocalisse 2, 17

Non è vero che penso solo in male, credo anche in bene. Penso che straordinari uomini e donne di fede esistano, ne ho incontrati e conosciuti, e se credo così tanto è solo grazie a loro. Ora, un esempio è quest’altro prete che segue tutte le coppie del corso fidanzati, e che potrei definire uno di noi. Il pacificatore che pose fine alla piccola discussione che rischiava di degenerare in un litigio con una piccola morale presa dall’Apocalisse di Giovanni. Un giorno, alla fine dei tempi forse, o alla nostra morte, Dio ci metterà in mano un sassolino bianco con scritto il nostro vero nome, e ci chiederà se durante tutta la nostra vita siamo stati degni di quel nome, e siamo rimasti, in fede, sempre e comunque noi stessi.

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Tarallini dolci al vino, speziati alla menta e anice stellato

Serate mistiche di vino e anice, inaugurando una nuova stagione di calcio

Qui invece ho voluto spingermi in un altro viaggio, un po’ più in là, lungo la via della seta, oltrepassata la vecchia Persia e la catena dell’Himalaya, dove l’odore delle foreste è invece pesante, pieno, e pungente. Poi come ho adattato l’anice stellato ai nostri italianissimi tarallini non lo so, spesso queste cose non hanno un motivo, accadono e basta, come anche la scelta di infornarli senza la tradizionale passata nell’acqua bollente.

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