Risotto al prosecco Valdobbiadene, con radicchio tardivo stufato al forno, salsa di caciotta veneta e noci

La teoria del colore applicata alla mantecatura del risotto

Magari le prossime saranno ricette un po’ noiose, o poco suggestive per qualcuno, ma lo sono tantissimo per me, e non potevo non iniziare questa riscoperta che da un risotto. Per il riso avevo quello che si può chiamare, il tocco magico, da che ricordo, la nostra relazione è stata fin da principio innata, lui capiva me, ed io capivo lui. Ogni tanto sento dire in qualche programma culinario che il riso è una delle pietanze più complesse da cucinare, ed io rido, certo, è complesso per chi non lo sa ascoltare, per chi non lo sa osservare. Se pensate di accendere una pentola, aggiungere brodo e lasciarlo a cuocere, avete sbagliato tutto, questo è il motivo per cui la pentola a pressione non riuscirà mai a cucinare un riso come merita, perché fare un risotto è come cucire minuziosamente un vestito addosso ad una sposa (per restare in tema, ma ancora non svelo niente).

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Tagliatelle all’uovo con spugnole

Mai dire mai

Però parliamo un po’ di tagliatelle. Da sempre infierisco sul mio babbo sul fatto che ogni anno glissa la faccenda spugnole con una nonchalance da fare invidia alla Marcuzzi. Nascono ad Aprile, è il mio compleanno, qualcuno potrebbe farlo no? Qualcuno potrebbe portare questa povera figliola per funghi, ma papà ha occhi solo per i porcini, Jonny ha fatto indigestione di spugnole da piccino, ed al mio suocero non ho il coraggio di chiederlo. Sicché ogni anno, queste tagliatelle saltano.

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