Risotto al prosecco Valdobbiadene, con radicchio tardivo stufato al forno, salsa di caciotta veneta e noci

La teoria del colore applicata alla mantecatura del risotto

Magari le prossime saranno ricette un po’ noiose, o poco suggestive per qualcuno, ma lo sono tantissimo per me, e non potevo non iniziare questa riscoperta che da un risotto. Per il riso avevo quello che si può chiamare, il tocco magico, da che ricordo, la nostra relazione è stata fin da principio innata, lui capiva me, ed io capivo lui. Ogni tanto sento dire in qualche programma culinario che il riso è una delle pietanze più complesse da cucinare, ed io rido, certo, è complesso per chi non lo sa ascoltare, per chi non lo sa osservare. Se pensate di accendere una pentola, aggiungere brodo e lasciarlo a cuocere, avete sbagliato tutto, questo è il motivo per cui la pentola a pressione non riuscirà mai a cucinare un riso come merita, perché fare un risotto è come cucire minuziosamente un vestito addosso ad una sposa (per restare in tema, ma ancora non svelo niente).

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Crocchette di risotto avanzato farcite con speck e asiago

Se non mi usi tu, chi mi usa più? L’avanzo che inevitabilmente avanza

E’ stata una di queste mattinate, mentre mi lambiccolavo (?) cerebralmente pensando a come avrei potuto riutilizzare un piatto colmo di risotto al radicchio rosso avanzato dalla sera prima in frigorifero (quel famoso risotto che sulla mia pagina Facebook avevo pubblicato qualche settimana fa), che mi è frullata per la testa l’idea di una crocchetta di riso, che non si ispira né ad un arancino né ad un supplì, ma vuole solo essere un modo -e pure abbastanza frettoloso- di raccattare gli avanzi senza per forza gettarli nella pattumiera. E qui c’è la ricetta.

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