Mezzi paccheri all’amatriciana di mare

Chissà quando e chissà dove

Il sugo all’amatriciana di mare è un’altra di quelle stramberie che rincorro da qualche anno, da quando, esiliata dalla sala ristorante perché troppo insofferente con i clienti, sono stata segregata in cucina, a rimestare sughi e scolare paste, finché non ho iniziato io a crearle e mantecarle, queste paste. Il pesce (i crostacei in particolare) ha sempre fatto parte della ispirazione culinaria, perché il gusto sofisticato eppure semplice, fresco, di questo alimento mi ammaliava di continuo, ed io volevo, anzi dovevo esserne conquistata, fino a comprenderne il segreto profondo, la ricchezza salmastra e intramontabile.

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Maccheroncini all’uovo con vongole, zucchine e fiori di zucchine

Amate il cibo, e quello vi amerà

Dei maccheroncini alle vongole con zucchine ho da dire (parlo sempre meno di cibo, sempre più di emozioni, ma il cibo è anche questo giusto?): scegliete una buona pasta fresca fatta in casa, la mia era eccezionale perché della mia mamma e del mio papà; optate per delle zucchine piccole e belle sode; fate delle cotture separate, quindi non cucinate zucchine e vongole insieme, i sapori risalteranno (ultimamente mi sto dimostrando sempre di più un’amante delle cotture separate, tanto che riprodurre la mia indimenticabile paella inizia a procurarmi qualche noia di preoccupazione). Il risultato finale in bocca, è un’esplosione dolce, salmastra, intensa che rimane a lungo impressa nei ricordi del palato. Amate il cibo, e quello vi amerà.

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Stufato di coniglio al Soave, salsa alle verdure e fichi neri al burro

Progetti reconditi e aspirazioni segrete di una cucina master(chef)

La storia del coniglio inizia appunto da una ricetta della prima edizione, che ho scovato, e rivisitato. Dentro c’è un po’ di Veneto, ed un po’ di cucina d’oltre oceano; ci sono le verdure di stagione (frullate e lavorate fino a diventare salsa), qualche piccolo spunto che mi porto dietro dalla scuola d’arte, e un esperimento che ho voluto fare sull’impiattamento.

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Spaghetti alla mediterranea con gamberi

Padre perdona questa tua figlia che ha molto peccato, perché ha comprato questi gamberi nel mese di ferma della pesca

Bene, premesso questo, partiamo con ordine. A cosa mi servivano i gamberi? Ma a condire una pasta, naturalmente! E che pasta! Una spaghettata piccante agli aromi del mediterraneo che avevo già avuto l’ardire di preparare, assaggiare, fotografare, e postare con esiti purtroppo insoddisfacenti (si sa che sono molto negativa nel giudicare la mia fotografia). Non volendo darmi per vinta (perché questo piatto di spaghetti l’ho amato come ho amato pochi altri piatti di spaghetti in vita mia) e volendo ri-rendergli giustizia, ripresentarlo ora che mi ritrovo alle spalle qualche esperienza in più su scatti, design della mise en place, luce ed esposizione, mi sembrava una buona idea.

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Tarallini dolci al vino, speziati alla menta e anice stellato

Serate mistiche di vino e anice, inaugurando una nuova stagione di calcio

Qui invece ho voluto spingermi in un altro viaggio, un po’ più in là, lungo la via della seta, oltrepassata la vecchia Persia e la catena dell’Himalaya, dove l’odore delle foreste è invece pesante, pieno, e pungente. Poi come ho adattato l’anice stellato ai nostri italianissimi tarallini non lo so, spesso queste cose non hanno un motivo, accadono e basta, come anche la scelta di infornarli senza la tradizionale passata nell’acqua bollente.

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