New York cheesecake ai frutti di bosco

Hello darkness my old friend,
I’ve come to talk with you again
Because a vision […]
And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more […]
noone dare, disturb the sound of silence
Fools said I you do not know,
silence like a cancer grows

Ultimamente non sono dell’umore, e non sono dell’umore proprio per tutto. Dicevo di essere felice per aver imparato la pazienza? Beh, non è così, non ho ancora imparato la pazienza. Adesso poi, di cosa parliamo, di felicità? Mi ritrovo a rileggere schizzi che avevo velocemente abbozzato nel mio quadernetto degli appunti durante l’ultima settimana, una settimana pessima. Con le idee sono al capolinea, è subentrata in me quella fase detta blocco dello scrittore, solo che ad essere bloccate non sono le mie parole (quelle in genere non lo sono mai, ma tocco ferro ora che l’ho detto) ma le mie fotografie, sempre uguali.

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Schiacciata dolce con marmellata di lamponi e frutta fresca

L’amore non è più come ai tempi della Disney

Una scoperta affascinante, esplosiva e frizzante, un qualcosa che era nato per essere una pizza dolce, e si è trasformato in qualcos’altro. L’impasto ha fatto tutto da solo: mi si è rivoltato tra le mani e ha preso questa forma, che va ben oltre una preparazione squallida o un’americanata (pizza dolce mi dava l’idea di pizza alla Nutella e ananas, e mi veniva la nausea nell’immaginario di avercela davanti). Invece eccola, nel suo splendore, una schiacciata che non so se si possa chiamare tale (o forse pinza?), so di sicuro cos’è, e non è una pizza dolce. Quante volte ho ripetuto pizza dolce in questo paragrafo?

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Brownies fondenti al Grand Marnier

Fate l’amore non fate la guerra, anche con voi stessi

E da un po’ quindi che mi sento di aver fatto pace con me stessa, che le cose incomplete mi pesano meno, do più spazio alle priorità e meno all’ordine e devo dire: la cosa funziona. È per questo che lavoro meglio al blog, non sono più bloccata da ricette che metto in ordine di esecuzione, alcune delle quali impossibili per me da realizzare in un breve lasso di tempo (o perché mi manca il materiale, o non conosco la tecnica). Salto, vado avanti, e mi sono messa un altro puntiglio di cui sono orgogliosa: non fare cose che non vuoi fare, e che non ti piacciono. Basta ricette che odio, solo cose che vengono dall’anima, preparazioni che amo fare e fotografare e per questo so che verranno perfette, come i brownies al Grand Marnier, che hanno incantato tutti.

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Apple pie

Vorrei ma non posto (ed invece posto eccome)

La monotonia mi prende e mi stritola; è stato un duro mese gennaio, come tutti i mesi dell’anno d’altronde, qualcuno aveva dubbi? Ogni giorno che passa e si sussegue cedo sempre di più alla negatività, e non trovo modo di tirarmene fuori. Credevo d’avere preso una boccata d’aria dal grigiore con questa nuova crostata, una splendida Apple pie con tanta cannella quanto piace a me (moltissima!). Mi ha dato conforto all’inizio, rimettermi all’opera, sistemare qualche foto, preparare un piccolo boomerang. Ma basta un niente, una folata, un pensiero, e torno giù. La serenità è flebile, e momentanea.

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Ciambella al cocco, con salsa allo yogurt e menta

Apocalisse 2, 17

Non è vero che penso solo in male, credo anche in bene. Penso che straordinari uomini e donne di fede esistano, ne ho incontrati e conosciuti, e se credo così tanto è solo grazie a loro. Ora, un esempio è quest’altro prete che segue tutte le coppie del corso fidanzati, e che potrei definire uno di noi. Il pacificatore che pose fine alla piccola discussione che rischiava di degenerare in un litigio con una piccola morale presa dall’Apocalisse di Giovanni. Un giorno, alla fine dei tempi forse, o alla nostra morte, Dio ci metterà in mano un sassolino bianco con scritto il nostro vero nome, e ci chiederà se durante tutta la nostra vita siamo stati degni di quel nome, e siamo rimasti, in fede, sempre e comunque noi stessi.

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Torta del diavolo, e Nutella complice

Tutti i segreti per fare una perfetta torta a strati

Un inferno fatto di cioccolato, ecco il paradosso: amo le torte che non riesco a fare, ed odio le torte che mi riescono sempre. Sarà che il cioccolato (quello con una buona percentuale di burro di cacao) ha di per sé la funzione di stabilizzatore? O sono proprio quel tipo di torte, fatte per amore e non per me stessa, che circondate da questo sentimento mi riescono ormai così bene? Dicevano, restando in tema cattolico, che l’amore fa miracoli.

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Brownies al cioccolato fondente

Apriamo il televoto: McVitie’s o di nuovo cioccolato?

Ora la domanda è questa: cedere all’intelletto e preparare questi frollini integrali (che poi, datemi un consiglio: ha senso perdere tempo ed energie per rifare qualcosa che comprato confezionato è già così buono di suo?) oppure dare retta al cuore e accontentare il mio Jonny caro con qualcosa di goloso e cioccolatoso? Se vi va aspetto con piacere un parere nei commenti. Per il momento vi lascio con la ricetta dei miei brownies, e me ne torno al mio dolce far niente. (Come dice Cannavacciuolo) addios.

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Kourabiedes – biscotti burrosi greci

Parlando di crisi mistiche, fiori d’arancio, e biscotti alle mandorle

E dunque, questi frollini burrosi sono della tradizione greca, che li vuole sia tipici del Natale che dei matrimoni. Una coperta bianca, la finestra aperta mentre entra un filo di sole, il mio caffè (irrinunciabile), la colazione a letto, e lui che dormicchia ancora mentre cerca di nascondersi dalla luce. La felicità non sono i soldi, non è la fama, non sono la cucina dei miei sogni o la sua tanto agognata Porsche, di queste cose possiamo farne a meno. La felicità sono dei biscotti alle mandorle a mezzaluna, mangiucchiati mentre lo guardo dormire, mentre penso che fra un anno a quest’ora, quest’uomo sarà mio marito.

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Crema al mascarpone

Quando piove i fiori chiudono le loro corolle per il freddo o la paura?

Con questa crema al mascarpone mi sono divertita come non facevo da un pezzetto, sicuramente sollevata dall’angoscia di dover finire in fretta e furia prima che la luce del sole svanisca, ora che le giornate si sono molto allungate. Però devo confessare un peccato (e non intendo fare ammenda di questo, sono colpevole e ne vado fiera): sono una di quelle che taglia il mascarpone con la panna montata, non perché la crema sia meno calorica, ma perché sia più fluffosa all’assaggio, si sciolga in bocca come un fiocco di neve si scioglie sulla punta della lingua.

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